Cereali e semi oleosi sostenibili

29/07/2014

Csqa Certificazioni Srl






 

COMUNICATO STAMPA

Cereali e semi oleosi sostenibili

CSQA ha avviato un progetto di certificazione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica di cereali e semi oleosi (e loro derivati) destinati all’alimentazione umana e/o zootecnica che ha portato alla certificazione di circa 1.000 aziende agricole della filiera del mais bianco e di circa 20.000 aziende agricole della filiera della soia.
 
Nel 2013 è stato avviato in Pianura Padana un ambizioso progetto di certificazione della sostenibilità dei cereali (secondo un innovativo schema di certificazione messo a punto da CSQA in materia di sostenibilità - DTP 112 Cereali e semi oleosi sostenibili) e dei semi oleosi (secondo un progetto pilota che ha previsto l’integrazione di standard relativi a rintracciabilità, OGM Free e sostenibilità ambientale). La certificazione ha complessivamente interessato oltre 20.000 aziende agricole, più di 50 stabilimenti di essiccazione e le principali industrie del settore.
Le prime certificazioni sono state rilasciate a:  
  • Cereal Docks SPA: la principale industria di spremitura dei semi oleosi in Italia ha sottoposto a certificazione il mais bianco con una filiera di circa 1.000 aziende agricole e la farina di soia per circa 12.000 aziende agricole;
  • Ital Green Oil Srl: l’azienda del Gruppo Marseglia (leader nella produzione di energia verde da biomasse liquide e presente, altresì, nei settori immobiliari, turistico e finanziario) ha scelto di certificare la filiera della farina di soia coinvolgendo circa 9.000 aziende agricole;
  • Negri Srl: il primo centro di essicazione e stoccaggio che ha autonomamente ottenuto la certificazione del mais bianco con 50 aziende agricole;
  • Consorzio Maiscoltori Cerealicoltori Basso Livenza Srl: centro di essicazione e stoccaggio che ha certificato il mais bianco coinvolgendo circa 18 aziende agricole.
 
Perché uno standard volontario sulla sostenibilità
Il DTP 112 nasce dall’esigenza di rispondere alla richiesta dei principali operatori del settore della distribuzione internazionale e del settore mangimistico di avere prodotti sostenibili di origine nazionale.
Lo standard è nato da un processo di condivisione fra i vari stakeholder con l’obiettivo di definire delle tecniche di coltivazione e trasformazione volte a produrre cereali e semi oleosi (e loro derivati) al meglio delle pratiche conosciute al fine di garantire un prodotto sostenibile secondo i tre pilastri fondamentali della sostenibilità: ambientale, economico, sociale.
 
Indicatori di sostenibilità
Lo standard prevede diversi indicatori di sostenibilità: difesa integrata, sostenibilità dei terreni, assenza di OGM, gestione dei contaminanti, rintracciabilità, sicurezza sui luoghi di lavoro, contratti di lavoro, riconoscimento del prezzo equo agli agricoltori, carbon footprint.
Lo standard prevede anche due indicatori opzionali quali waterfootprint e produzione integrata.
 
Attraverso lo standard volontario di CSQA – ha dichiarato Maria Chiara Ferrarese, Responsabile del settore Progettazione & Innovazione di CSQA – la filiera, coordinata dall’organismo di controllo, ha inteso definire un approccio univoco, armonizzato, condiviso alla sostenibilità. Il fatto che lo standard nasca sulla base di reali esigenze e opportunità di mercato e che i diversi operatori della filiera abbiano lavorato insieme per arrivare ad un risultato condiviso sono elementi di indiscutibile valore. L’obiettivo adesso è certificare a fronte del DTP 112 non solo le filiere dei cereali ma anche quelle dei semi oleosi italiani, considerando che l’Italia è il principale produttore di soia a livello europeo. Le aziende certificate, secondo il progetto pilota nel 2013, hanno rappresentato circa ¼ della produzione di soia nazionale e si prevede di raggiungere la certificazione secondo il DTP 112 della quasi totalità della produzione in breve tempo”.
 
“Questo standard – dichiara Pietro Bonato, Direttore Generale di CSQA ha un’importanza strategica per le filiere perché permette da un lato di valorizzare prodotti fino ad oggi indistinti, e dall’altro di avviare i processi di innovazione, organizzazione delle filiere agroalimentari, gestione sostenibile delle risorse naturali in linea con la nuova PAC”.
 
CSQA è la società italiana di certificazione leader nel settore agroalimentare dell’eccellenza del made in Italy. Da più di vent’anni offre un servizio di certificazione internazionale e accreditato, che spazia dalle certificazioni di prodotto regolamentate e volontarie ai sistemi di gestione, quali qualità, ambiente, energia, sicurezza sul lavoro, information security e responsabilità sociale.
 
Roma, 29 luglio 2014

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