Biocarburanti

Che cos’è


Con il Decreto del Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico e il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, si istituisce il "Sistema di certificazione nazionale della sostenibilità dei biocarburanti e dei bioliquidi", come previsto dal Decreto Legislativo 31 marzo 2011, n. 55 attuativo della Direttiva 2009/30/CE relativa all'introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas ad effetto serra.

Il Decreto Ministeriale (DM 23/01/2012) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 febbraio 2012.

Il business delle biomasse rappresenta sempre di più un’interessante opportunità di mercato, come testimoniano le numerose aziende del settore primario che hanno deciso di scommetterci.

Il comparto italiano infatti è al quarto posto a livello europeo, con un fatturato che tocca i 2 miliardi di euro all’anno e una capacità produttiva annua di oltre 2 milioni di tonnellate (relativamente ai biofuel).

L'uso di biocarburanti e bioliquidi in sostituzione degli omologhi di origine fossile è uno degli elementi su cui l’Unione Europea ha puntato, in un’ottica di lotta ai cambiamenti climatici, stabilendo che entro il 2020 il 10% di biofuel sia incorporato nel carburante commercializzato sul mercato.

Gli Stati membri inoltre stanno implementando politiche di incentivi a favore di quelle imprese che rispondono a certi criteri di sostenibilità della biomassa prodotta.

Con la Direttiva 2009/28/EC l'Unione Europea richiede ai produttori di biomasse e biocombustibili di rispettare criteri che prevedono:

  • La riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 35%, del 50% dal 2017 e del 60% dal 2018;

  • La protezione dei territori con elevata biodiversità (foreste primarie, aree protette, etc);

  • La salvaguardia dei territori con importanti giacimenti di carbone fossile (foreste, torbiere…);

  • Attività di protezione di suolo, acqua e aria e il rispetto degli accordi internazionali a livello ambientale e sociale.


In accordo alle prescrizioni comunitarie, per gli Organismi di certificazione che intendono erogare tale servizio certificativo, è diventato obbligatorio l'accreditamento ACCREDIA a fronte della norma UNI CEI EN 45011:1999 "Requisiti generali relativi agli organismi che gestiscono sistemi di certificazione di prodotti".

CSQA è ente accreditato.

 

Punti chiave


Lo schema certificativo è costituito da norme UNI, tra cui:

  • la specifica tecnica UNI/TS 11429:2011 "Qualificazione degli operatori economici della filiera di produzione di biocarburanti e bioliquidi",

  • la norma UNI sul bilancio di massa e da apposito Regolamento Tecnico ACCREDIA, predisposto con la collaborazione dei Ministeri competenti (MATTM, MSE, MIPAAF) e del CTI - Comitato Termotecnico Italiano.

L’adesione al Sistema Nazionale di Certificazione permette di garantire che su tutta la filiera produttiva (dal produttore agricolo, al produttore/trasformatore di biofuel, al trasportatore e al trader) viene rispettata la sostenibilità dei bioliquidi e dei biocombustibili (con riferimento ai criteri della Direttiva RED – Energie Rinnovabili).

Gli operatori devono dimostrare, tramite una verifica di Parte Terza, che i suddetti criteri vengono soddisfatti lungo l'intera catena di fornitura delle biomasse.

 

Vantaggi


E’ previsto che solo i biofuel certificati come sostenibili saranno ritenuti validi ai fini del raggiungimento dell'obiettivo percentuale comunitario e potranno pertanto beneficiare degli incentivi fiscali che gli Stati membri hanno introdotto.

Per quanto riguarda i fornitori di biocarburanti, in particolare, essi dovranno allegare alla loro Relazione al Ministero dell'Ambiente documenti comprovanti i requisiti richiesti di sostenibilità ed il loro mantenimento lungo tutta la filiera (i.e. il certificato di conformità a fronte di questo sistema).

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