Biocarburanti, tetto del 7% nella I generazione

20/06/2014

E’ un sì quasi unanime quello con cui i ministri dell’Energia dell’Unione europea hanno concordato di limitare la produzione di biocarburanti ottenuti da colture alimentari.

Dopo mesi di lunghe discussioni, l’accordo raggiunto dai ministri sulla nuova direttiva comunitaria supera finalmente la situazione di stallo in cui erano finiti lo scorso anno i governi dell’Unione europea, incapaci di accordarsi su un tetto per i biofuel ottenuti da colture come il mais o colza, i cosiddetti carburanti di prima generazione.

La nuova intesa, raggiunta dal Consiglio energia fisserebbe tale cap a quota al 7% – contro il 5% inizialmente proposto la Commissione – e sarebbe parte dell’obiettivo globale di ottenere di ottenere il 10 per cento di combustibile per il settore trasporti da fonti rinnovabili entro il 2020.
 
“Siamo convinti che questa proposta sia molto meglio di niente”, ha dichiarato il commissario europeo dell’Energia Guenther Oettinger a margine della riunione di Lussemburgo. “Abbiamo bisogno di sostenere la ricerca e lo sviluppo di biocarburanti avanzati in modo che possiamo andare dalla prima generazione alla seconda e quindi alla terza”, ha aggiunto, riferendosi ai biocarburanti ottenuti dalle microalghe e dai rifiuti.

L’accordo riconosce e affronta il fenomeno ILUC, ovvero l’impatto del cambiamento indiretto della destinazione del suolo (che dà peraltro il nome alla direttiva europea in esame), chiedendo una transizione verso biocarburanti con rischi ILUC inferiori e fornendo una prospettiva più chiara per gli investimenti.

Il compromesso sostenuto dai ministri comprende, infatti, anche uno 0,5% come obiettivo non vincolante per i biofuel di prossima generazione e lo stanziamento di incentivi ad hoc. “I progressi sui biocarburanti”, ha dichiarato in un tweet il viceministro allo sviluppo economico Claudio De Vincenti, sono “avanzati grazie al decisivo sostegno italiano”, fin dall’inizio tra i paesi più “ambiziosi” durante i negoziati. Il compromesso non ha avuto invece il supporto del Portogallo e Belgio.

Ora si dovrà trovare un accordo tra Parlamento e Consiglio per arrivare a una posizione comune sulla legislazione. (Fonte: rinnovabili.it)