Biometano agricolo in crescita

21/01/2014

Entro il 2030 le aziende agrozootecniche italiane potrebbero produrre 8 miliardi di metri cubi di biometano: l'equivalente dell'attuale produzione nazionale di gas naturale. Questi i dati della recente pubblicazione "Il biometano fatto bene" a cui hanno lavorato in sinergia numerosi enti, tra cui il CRPA di Reggio Emilia (Centro ricerche produzioni animali), il CIB (Consorzio italiano biogas), e l'AIEL (Associazione italiana energie agroforestali).
 
Stiamo parlando di una produzione potenziale, è bene ricordarlo, ma un numero così importante, se letto soprattutto a pochi giorni della tanto attesa firma del Decreto sulla incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale da parte dei ministeri delle Politiche Agricole, dell'Ambiente e dello Sviluppo Economico, non può che essere letto con interesse in un'ottica di sviluppo del settore agricolo. 
 
Sul sistema del calcolo degli incentivi, però, manca quella chiarezza necessaria a stabilire il loro ammontare. Tre i diversi indirizzi a cui il biometano che sarà prodotto negli impianti di biogas attraverso il processo di upgrading potrà essere destinato: immissione in rete, autotrazione, cogenerazione ad alto rendimento.
 
La durata degli incentivi, a prescindere dalla destinazione del biometano prodotto sarà di 20 anni
 
L'indirizzo più interessante a cui destinare il biometano prodotto negli impianti di biogas sarà quello dell'autotrazione, per il quale lo strumento individuato come incentivo è quello dei certificati di immissione anche se non si può prescindere da due fattori che potrebbero limitarne lo sviluppo: l'offerta dei veicoli a gas metano e la diffusione dei distributori a metano presenti oggi sul nostro territorio nazionale. (Fonte: Riccardo Bandello, alternativasostenibile.it)