CO2 RESA: il primo registro in Europa

12/11/2013

CSQA Certificazioni ha istituito CO2 RESA – Registro Emissioni Settore Agroalimentare: il primo Registro in Europa dedicato alla valorizzazione dei crediti di carbonio sul mercato volontario del settore agroalimentare, che produce il 18,8% del totale delle emissioni nazionali.
 
Si parte, in sinergia con Valoritalia, società leader nel controllo del 70% della produzione di vino italiano a Denominazione di Origine, dal settore vitivinicolo che rappresenta il comparto dell’agroalimentare più attento a una gestione sostenibile delle emissioni.
 
CSQA Certificazioni e Valoritalia hanno realizzato CO2 RESA, un progetto innovativo in Italia e in Europa. CO2 RESA è il primo Registro per la valorizzazione dei crediti di carbonio sul mercato volontario del settore agroalimentare all’interno del quale verranno iscritte tutte le aziende che hanno messo, nei due anni scorsi, o metteranno in pratica azioni volte a ridurre le quantità di gas climalteranti emesse per la propria produzione nell’ottica dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale. Si partirà dal settore vitivinicolo che ha mostrato negli anni un crescente interesse per la sostenibilità come fattore di sviluppo.
 
La ‘carbon footprint’
Anzitutto è necessario calcolare le emissioni generate dalle organizzazioni, dai processi e dai prodotti, prestando attenzione al ciclo produttivo e, nel caso della carbon footprint di prodotto, al ciclo di vita.
Una volta fotografato questo quantitativo di emissioni in conformità a standard codificati a livello internazionale (es: ISO 14064, ISO 14067, GHG Protocol) si dovrà provvedere all’elaborazione di un Piano di Riduzione delle emissioni. Il Piano conterrà le strategie necessarie al raggiungimento degli obiettivi complessivi di mitigazione climatica.
 
Le tipologie di intervento
In questa fase iniziale le tre tipologie di intervento, che possono essere valorizzate tramite il Registro, sono:
1) ‘Energia ed efficientamento energetico’, la metodologia prevede l’istallazione di sistemi di produzione energetica da fonti rinnovabili, quali biomasse e solare, e interventi di efficientamento energetico delle aziende che riducono costi e impatto ambientale.
2) ‘Corridoi ecologici’, la metodologia prevede la creazione e il miglioramento gestionale di siepi e boschetti sulle superfici agricole.
3) ‘Biochar’, carbone vegetale che assorbe CO2 ottenuto dalla combustione di biomassa di scarto in assenza di ossigeno e utilizzato come ammendante del suolo.
 
Queste tematiche verranno approfondite nel workshop di Valoritalia ‘Impronta carbonica e compensazione nel settore vitivinicolo’, il 14 novembre durante il SIMEI, Salone internazionale dedicato alla tecnologia del settore vitivinicolo.
 
Il mercato volontario del carbonio
Una volta messe in pratica le azioni e raggiunti gli obiettivi, si procede alla contabilizzazione delle emissioni ‘risparmiate’ all’ambiente e si accede al mercato volontario delle emissioni di carbonio.
Ci sono due tipi di mercati del carbonio: i mercati regolamentati e i mercati volontari. I primi puntano a evitare che determinati soggetti emettitori sforino un tetto massimo di emissioni a loro assegnate. Il mercato volontario è invece sostenuto dalla volontà di soggetti pubblici e/o privati di ridurre la propria impronta ecologica attraverso il meccanismo di “baseline and credits”: i progetti che portano alla riduzione delle emissioni rispetto a uno scenario di riferimento (baseline), generano crediti che possono essere scambiati sul mercato e acquistati da altre aziende che vogliono compensare le proprie emissioni di gas serra.
 
Il mercato volontario è quindi alimentato da crediti generati da interventi (progetti) di riduzione di gas serra (GHG) e le variazione delle emissioni dei vari gas serra possono essere misurate con un’unica unità di misura, la tonnellata di CO2 equivalente.
 
Il Comitato Scientifico
A supporto delle attività del Registro e a garanzia della trasparenza della metodologia utilizzata, è stato creato un Comitato Scientifico che si occupa dell’aggiornamento delle tipologie di intervento e della revisione degli standard qualitativi delle azioni che generano i crediti. Il Comitato, con funzione di supervisor, è composto attualmente da tre membri di alto profilo e verrà integrato in seguito all’implementazione delle attività eleggibili per la generazione dei crediti. I tre componenti, di documentata capacità ed esperienza su tematiche connesse alla gestione delle emissioni di gas serra, sono: l’Ing. Domenico Gaudioso, Responsabile del Settore ‘Monitoraggio e prevenzione degli impatti sull’atmosfera’ dell’ISPRA; il Professor Aldo Iacomelli docente dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ ed ex membro del Comitato per l’attuazione della direttiva EU ETS, sull’emissions trading, in Italia; il Dottor Franco Miglietta, team leader di FoxLaB, un laboratorio congiunto della Fondazione Edmund Mach e del CNR, e coordinatore di numerosi progetti di ricerca di valenza internazionale, che ha partecipato al gruppo di lavoro per la Carta di Montepulciano.
 
Con la creazione di CO2 RESA – ha detto Pietro Bonato, Direttore Generale di CSQA Certificazionioffriamo una risposta concreta alle molte aziende agroalimentari, e in particolare vitivinicole, che si stanno impegnando sul tema della sostenibilità e necessitano di uno strumento in grado di misurare gli sforzi attuati e soprattutto di darne evidenza al mercato. CO2 RESA, infatti, è innanzitutto la garanzia di tracciabilità dei crediti registrati, che vengono identificati in modo univoco contrastando il rischio di conteggi plurimi e greenwashing. Ma il vero punto di forza, che si ricollega alla nostra mission, è garantire la possibilità di acquistare crediti generati da progetti di mitigazione 100% made in Italy, provenienti dal settore agroalimentare italiano. Un’ottima credenziale per chi acquista, specialmente per i compratori esteri. In questo senso, con CO2 RESA si guarda a un mercato potenziale di assoluto rilievo nello scenario internazionale”.
 
“In sinergia con CSQA – ha dichiarato Luigino Disegna, Presidente di Valoritalia – abbiamo raccolto questa sfida. La posizione di leadership nelle attività di controllo sui vini a denominazione di origine che ricadono su oltre il 70% della produzione, porta con sé una profonda conoscenza del comparto, per questo siamo consci che il settore vitivinicolo è al momento uno dei più sensibili alla riduzione di CO2, anche e soprattutto in ragione della sua forte vocazione all’export. È necessario, infatti, che queste aziende rispondano a obiettivi di salvaguardia ambientale imposti dall’Europa e mettano in atto azioni di compensazione dei gas climalteranti emessi nel ciclo produttivo. Il Registro permetterà loro inoltre di valorizzare il prodotto in termini reputazionali, classificandolo come ‘green’”.
 
“Per dare il via al Registro CO2 RESAha affermato Michele Crivellaro, Responsabile di CO2 RESA – abbiamo creato il Comitato Scientifico, composto da autorevoli esperti e realizzato delle schede da cui partire per l’elaborazione delle strategie delle aziende che vorranno iscriversi. Il sito internet, www.co2resa.it attivo da lunedì 11 novembre, verrà implementato e continuamente aggiornato con tutte le informazioni necessarie. In secondo luogo provvederemo allo scouting delle aziende coinvolte e poi partiremo con l’attività vera e propria di commercializzazione dei crediti con dei broker sia italiani che internazionali”.
 
“La qualità dei vini italiani – ha detto Riccardo Ricci Curbastro, Presidente Federdoc – si arricchisce di nuovi contenuti, al fianco delle certificazioni connesse all’origine, che legano indissolubilmente un prodotto a Denominazione ad un territorio e ad un disciplinare di produzione, ecco ora il nostro impegno per creare una cultura di impresa sempre più ecosostenibile, un nuovo primato tutto italiano di cui siamo fieri”.
 
“La sostenibilità è ormai una scelta strategica per le imprese, un ulteriore valore aggiunto del vino italiano nel mondo ha affermato Domenico Zonin, Presidente di Unione Italiana Vini e questa iniziativa è un ulteriore strumento di valorizzazione del nostro impegno”.
 
“Il Registro CO2 RESAha dichiarato Domenico Gaudioso, Responsabile ISPRA e membro del Comitato Scientificorappresenta un’esperienza pilota non solo ai fini della valorizzazione di pratiche agricole sostenibili, ma anche per contribuire al raggiungimento degli obiettivi che saranno fissati per l’Italia nel secondo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto”.
 
“Questa iniziativa – ha affermato Aldo Iacomelli, docente dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ e membro del Comitato Scientificotestimonia che finalmente in Italia c’è attenzione al calcolo della CO2 associata al prodotto e manifesta un crescente interesse dei produttori di largo consumo a ridurre e compensare le emissioni dei gas climalteranti”.
 
 “La società deve trovare adesso climalteranti – ha sostenuto Franco Miglietta, dirigente di Ricerca del CNR e membro del Comitato Scientificouna strada efficace per abbattere le proprie emissioni nette di gas. Si tratta di una scelta non più rinviabile, anche considerando le difficoltà crescenti che stanno incontrando le politiche internazionali, ed europee in particolare, finalizzate alla mitigazione. La lotta al cambiamento climatico è complessa e non si vince se non coinvolgendo il sistema sociale nella sua interezza, la consapevolezza individuale e soprattutto se non si realizza un cambio di paradigma nel modo di affrontare il problema. La riduzione delle emissioni deve diventare un’opportunità invece di essere un peso per l'economia e per l'impresa: questo è esattamente ciò che si propone di fare CO2 RESA, che affronta il problema non in modo ‘punitivo’ ma coglie la necessità di proporre soluzioni e approcci innovativi che possono incidere nel complesso quadro della mitigazione accrescendo allo stesso tempo la competitività internazionale di una delle più significative produzioni di eccellenza italiane”. 
 
 
Roma, 11 novembre 2013
 
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