Efficienza energetica scelta dalle aziende europee

25/02/2015

Le aziende europee sono sempre più attente alla sostenibilità ambientale. Lo rivela il Rapporto sulla Green Economy 2014 pubblicato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con l’ENEA. I risultati dell’analisi condotta sulle imprese europee parlano chiaro: il 93% delle PMI ha attuato misure per migliorare l’efficienza energetica.

Puntare sull’innovazione sostenibile per molte aziende del Vecchio Continente è stato fondamentale per uscire dalla crisi. Oggi il 26% delle PMI europee rimane competitivo offrendo prodotti e servizi verdi. Il rapporto sulla Green Economy della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile rivela che anche l’Italia sta facendo enormi progressi per avviare una ripresa economica all’insegna della sostenibilità.

Nel 2013 il nostro Paese è salito al dodicesimo posto in Europa per eco-innovazione guadagnando tre posizioni rispetto al 2012. Merito di una classe imprenditoriale sempre più attenta al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Ben il 98% degli imprenditori italiani ritiene indispensabile puntare su un uso più efficiente delle materie prime e dell’energia.

Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha spiegato che l’imprenditoria green può contribuire in modo determinante alla ripresa dell’economia italiana:
Le imprese della green economy, sia quelle che producono beni e servizi di qualità ambientale sia quelle che hanno investito in eco-innovazione per processi produttivi puliti, hanno infatti maggiori possibilità di sviluppo sul mercato interno e su quelli esteri proprio perché meglio rispondono alla domanda di un miglior benessere e di una miglior tutela di un bene diventato scarso come l’ambiente.
Secondo l’ENEA nei prossimi anni il Governo dovrà sostenere la nascita di nuove filiere green e dedicare altrettante risorse alla riqualificazione in chiave sostenibile dei settori produttivi tradizionali.

Una scelta virtuosa e fondamentale in un Paese povero di materie prime, ma a forte vocazione manifatturiera qual è l’Italia. Roberto Morabito, responsabile dell’unità tecnica Tecnologie Ambientali dell’ENEA, illustra le principali tappe per una riconversione ecologica dell’industria italiana:
Tale percorso prevede azioni di varia natura, come la promozione del riciclo di materia a tutti i livelli (sia innovando i processi di produzione che i mercati), la progettazione ecocompatibile, la simbiosi industriale, nuovi modelli imprenditoriali e di consumo, ai fini di un miglioramento generalizzato della qualità della vita.
 
Dagli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica, dalle politiche per la mobilità sostenibile all’agricoltura biologica, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e l’ENEA hanno individuato 10 punti chiave per losviluppo della Green Economy in Italia.

Solo con una serie di interventi mirati il nostro Paese potrà eguagliare i risultati ottenuti dai Paesi nordici e dalla Germania, leader in Europa nel campo dell’eco-innovazione. (Fonte: http://www.greenstyle.it/)