Incentivi rinnovabili in UE: più omogeneità

25/03/2013

La richiesta è per un quadro europeo più omogeneo per quanto riguarda i sistemi di incentivi alle tecnologie rinnovabili.

STESSI CRITERI IN TUTTO IL TERRITORIO UE.
Questo, in estrema sintesi, è quanto emerso dal rapporto adottato il 20 marzo con 49 voti a favore, 7 contrari e un'astensione dalla Commissione Industria dell'Europarlamento. “Le energie rinnovabili in Europa dovrebbero essere promosse con gli stessi criteri in tutto il territorio UE”, chiede la Commissione Industria, riferendosi alle differenze che oggi dividono i vari Paesi comunitari in materia di incentivi finanziari".

170 SCHEMI DI INCENTIVI NAZIONALI.
Per la precisione attualmente si contano 170 schemi di promozione nazionali per le rinnovabili, tutti diversi l'uno dall'altro. Come sottolinea Herbert Reul, eurodeputato tedesco del Ppe e relatore del rapporto, “tali differenze sono inutilmente costose e distorsive del mercato unico, considerando anche il fatto che si tratta di tecnologie che sicuramente continueranno ad aumentare la propria fetta di mercato''.

DEFINIRE LA QUOTA DI ENERGIA DA RINNOVABILI AL 2030.
L'incontro della Commissione Industria si è concluso con la richiesta all'esecutivo di stabilire in tempi brevi i target vincolanti post 2020 sulla quota di energia prodotta da fonti rinnovabili in territorio comunitario, arrivando a definire un obiettivo unico per il 2030. Scartata, però, l'ipotesi di obiettivi obbligatori del 40% o 45%, considerata una quota “poco ragionevole”. (Fonte: Casaeclima.com)