Ue: sistema di aiuti alle imprese energivore

17/06/2012

Lotta contro la delocalizzazione delle attività industriali europee

La Ue dice sì ad un nuovo sistema di aiuti alle imprese energivore che rischiano di pagare duramente il nuovo regime dell'"emission trading" legato allo scambio dei diritti di emissione che dal 2013 rischia di incrementare non poco gli oneri ambientali.

Gli stati membri potranno intervenire rimborsando una parte significativa degli extracosti che altrimenti rischiano (ed è questa una delle motivazioni che hanno trainato la decisione di Bruxelles) di innescare il più pericoloso tra gli scenari: quello della progressiva delocalizzazione delle attività industriali europee verso altre aree (Cina, innanzitutto) dove i vincoli ambientali e i relativi extracosti sono ben più blandi rispetto a ciò che viene imposto alle già oppresse industrie europee.
Acciaio, alluminio, fertilizzanti, carta, cotone, ma non solo: le imprese industriali più energivore erano da tempo in attesa di un provvedimento che tenesse doverosamente conto dei fattori esterni che ne minano la competitività internazionale in un momento già estremamente difficile. Il dibattito è stato serrato. Ma alla fine la soluzione si è trovata. Con uno schema di intervento che a quanto si apprende dovrebbe essere trasformato in tempi brevi in una formale direttiva.

Per contenere l'impatto della nuova disciplina dell'emission trading impostata nel 2009 con il protocollo 20-20-20 (l'obiettivo di riduzione percentuale delle emissioni di Co2 e di incremento dell'efficienza energetica portando al 20% le fonti rinnovabili) la commissione Ue ha approvato un piano con cui si propone di sostenere comunque gli impegni ambientali evitando, con misure rigorosamente paritarie tra gli stati, due sciagurate concomitanze: una fuga industriale dagli esiti drammatici per il tessuto economico europeo e una "esportazione" della Co2 che vanificherebbe nei fatti gli impegni ambientali Ue, come ha sottolineato Joaquin Almunia, vicepresidente della commissione europea e commissario per la concorrenza. Il piano di intervento approvato ieri prevede dunque che gli Stati possano concedere "compensazioni" (questo il termine usato) sussidi fino all'85% delle spese extra sostenute dalle più efficienti imprese di ciascun settore fra 2013 e 2015, mentre il tetto calerà gradualmente al 75% fra 2019 e 2020.
Inoltre le nuove centrali elettriche più efficienti predisposte per i meccanismi di cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica ("Ccs-ready"') entro il 2020 godranno di aiuti fino al 15% dei costi di investimento. (Fonte: Il Sole 24 Ore – Impresa&Territori)