GSFS 7: Dichiarazione di intenti 6.2

La dichiarazione di intenti 6.2 inerente “ETICHETTATURA E CONTROLLO DEL CONFEZIONAMENTO” è diventata uno dei due nuovi Foundamental:

“Il controllo di processo delle attività di etichettatura del prodotto deve assicurare che il prodotto sia correttamente etichettato e codificato”.  (GSFS ver 7)

L’argomento era già affrontato nella precedente versione, tuttavia è stata posta maggiore enfasi su alcuni aspetti chiave finalizzati ad un incremento del livello di presidio  sulla corretta etichettatura dei prodotti inviati alla distribuzione.
Come indicato dalle Linee Guida GSFS tale modifica è stata determinata dalla constatazione che un significativo e preponderante numero di non conformità sono determinate proprio da errori di etichettatura.

Proponiamo alcune riflessioni sui termini chiave della dichiarazione di intenti e dei requisiti a questa collegati, che individuano le principali cause di errori di identificazione ed etichettatura dei prodotti finiti rispetto alle specifiche.



CONTROLLO DI PROCESSO


Modifica apportata: fra i controlli citati è riportata anche la rispondenza dell’etichettatura del prodotto alle specifiche definite, descritte ad es. nelle distinte base o nelle schede tecniche concordate con clienti per i casi prodotti a marchio privato. Il requisito collegato 6.2.2 puntualizza che tali verifiche devono essere condotte “prima dell’avvio della produzione e in fase di cambio prodotto”.

Miglioramento apportato dalla modifica:
  • sistematica applicazione di verifiche in linea nelle fasi dove è più probabile che si manifesti un errore di responsabilizzazione di chi esegue i controlli, vista la richiesta di registrazione: 6.2.2 “ … In fase di cambio prodotto, devono essere effettuati controlli documentati per verificare che tutti i prodotti e gli imballaggiutilizzati nella lavorazione precedente siano stati rimossi dalla linea di produzione prima di passare a quella successiva”.

Difficoltà prevedibili:  
  • il rispetto di tale requisito richiede necessariamente un coinvolgimento capillare del personale di linea, che presidia ed effettua le operazioni di confezionamento
  • l’approccio ideale a  tale requisito induce all’adozione di sistemi automatizzati, quali lettori ottici, che oltrea monitorare il 100% dei prodotti permette un livello di garanzia elevato, ma ovviamente sottendono a costi non sempre facilmente affrontabili (“Laddove siano utilizzati sulla linea produttiva dei dispositivi di visualizzazione per verificare le etichette e le stampigliature dei prodotti, dovranno essere implementatedelle procedure finalizzate a garantire che il sistema sia impostato correttamente per individuare oscartare prodotti le cui informazioni di imballaggio non rientrino nelle specifiche”).



ETICHETTATO E CODIFICATO


Modifica apportata: gli aspetti oggetto di verifica riguardano l’etichetta ed ogni specifica di codifica, quali identificativi di imballo e pallet.

Miglioramento apportato dalla modifica:
  • sistematica applicazione di verifiche in linea nelle fasi dove è più probabile che si manifesti un errore: 6.2.3 “all’inizio dell’imballaggio, durante il processo di imballaggio, al cambio del lotto dell’imballaggio, alla fine del processo di imballaggio”
  • focalizzazione sui punti di controllo cruciali: 6.2.3 “codifica data, codifica lotti, indicazioni quantità, informazioni sul prezzo, codice a barre, paese di provenienza”.
  •  Lo standard presenta un’attenzione ad aspetti resi cogenti dal Reg. 1169/CE.

Difficoltà prevedibili:  
  • il dettaglio esplicitato dai requisiti in oggetto induce a registrazioni apparentemente ridonatanti, seppur utili per responsabilizzare il personale.