Armonizzazione degli standard relativi alla sicurezza alimentare in tutta Europa

23/08/2012

Le nazioni che sono entrate a far parte più di recente del blocco dell'UE potrebbero non disporre degli stessi standard di sicurezza alimentare dell'Europa occidentale. Una nuova iniziativa ha contribuito all'armonizzazione degli standard in tutto il continente.

Generalmente, l'Europa occidentale gode di standard di sicurezza e di igiene alimentare estremamente elevati, sostenuti da rigide regolamentazioni locali ed europee. Allo scopo di promuovere questi standard nel resto del continente, i membri del progetto Safefoodnet ("Chemical food safety network for the enlarging Europe"), finanziato dall'UE, hanno lanciato una rete di igiene dinamica che coinvolge gli Stati entrati di recente nell'UE.

Nello specifico, il progetto è stato incentrato sull'allineamento dei nuovi Stati membri (NSM) e dei paesi candidati associati (ACC) con gli stati europei di più vecchia acquisizione. Gli esperti si sono prefissati l'obiettivo di diffondere l'influenza dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) in tutti gli angoli dell'Europa mediante una forte rete di ricercatori, istituzioni e scienziati allo scopo di gestire il problema della contaminazione chimica. Ciò consente anche alle parti interessate di partecipare alle iniziative di ricerca dell'UE, come ad esempio HAIR ("Harmonized Environmental Indicators for Pesticide Risk"), Cascade ("Chemicals as Contaminants in the Food Chain") e FOSIE ("Food Chemical Safety in Europe").

L'iniziativa Safefoodnet ha riunito gli Stati membri dell'UE più "vecchi", come il Belgio, la Danimarca, la Germania e l'Italia e i NSM, come l'Estonia, Cipro, la Lettonia, la Lituania, Malta e la Polonia. Sono stati inoltre integrati Paesi associati come la Bulgaria, la Romania e la Turchia. I fautori del progetto hanno condotto indagini su strumenti e sistemi in tutti questi paesi allo scopo di promuovere la sicurezza alimentare per il grande pubblico, descrivendo a grandi linee i dati relativi alle abitudini alimentari e il monitoraggio della contaminazione chimica.

I risultati sono stati quindi classificati per Paese e sono stati delineati punti di forza, debolezze e bisogni in termini di formazione insieme alla mappatura dei passi da compiere per il futuro. Queste indagini forniscono altresì la base per le linee guida sulla gestione della sicurezza chimica degli alimenti nei Paesi bersaglio.

Tali iniziative sono state seguite da workshop con le autorità e le parti interessate locali allo scopo di portare avanti gli obiettivi del progetto, offrendo un grande impulso alla sicurezza alimentare in Europa e rafforzando la salute dei suoi cittadini. (Fonte: Cordis.europa.eu)