Biologico, il Consiglio UE trova l'accordo

17/06/2015

Risultati immagini per logo biologicoSi è concluso ieri a Lussemburgo il Consiglio Agrifish durante il quale è stato raggiunto un accordo sulla proposta di regolamento in materia di agricoltura biologica. 

Tra le novità più importanti rispetto all'attuale normativa c'è la modifica del regime di importazione dei prodotti biologici, perseguita dall'Italia con grande determinazione. In futuro, i prodotti bio potranno essere importati solo in regime di conformità con applicazione delle stesse norme produttive europee o da Paesi con i quali siano stati sottoscritti accordi di reciprocità. I produttori europei saranno così maggiormente garantiti sul mercato internazionale e ai consumatori sarà assicurata più trasparenza.  

Altra novità assoluta è l'introduzione della certificazione di gruppo, volta a  consentire un accesso più facile per le piccole aziende produttrici nel settore del biologico.

Le norme sui controlli sono mantenute all'interno del regolamento del biologico per una maggiore semplificazione e chiarezza normativa. L'obbligo di un controllo annuale per le aziende biologiche rimane un requisito fondamentale e gli Stati Membri potranno dilazionare le ispezioni fisiche solo in caso di aziende a basso rischio fino a un massimo di trenta mesi. 

In tema di residui di sostanze non ammesse riscontrati su prodotti biologici – argomento assente nell'attuale legislazione - la proposta introduce un articolo che tuttavia non consegue pienamente l'obiettivo di armonizzare le procedure applicate nei diversi Stati membri. L'Italia ha pertanto lasciato agli atti una dichiarazione, sostenuta dalla Spagna, con la quale chiede alla Presidenza entrante del Consiglio e alla Commissione l'impegno di migliorare ulteriormente il testo nel corso delle trattative con il Parlamento europeo, nell'ottica di rendere più stringenti le procedure di controllo in caso di contaminazioni di sostanze non ammesse nei prodotti biologici e di aumentare la tutela dei consumatori. 

"L'intesa raggiunta – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – è frutto anche del lavoro che abbiamo svolto durante il semestre di Presidenza italiana. Possiamo ancora migliorare nei futuri passaggi del regolamento. In Italia nei prossimi anni investiremo nel biologico 1,5 miliardi di euro, proprio per potenziare un settore dove siamo leader con oltre 52mila operatori". 

"L'accordo di oggi – commenta il viceministro Andrea Olivero con delega al biologico – rappresenta un passo in avanti per il settore. Tra gli aspetti positivi la maggiore tutela ai produttori europei rispetto alla concorrenza internazionale; allo stesso tempo i consumatori potranno contare su regole trasparenti e coerenti azioni di controllo. La certificazione di gruppo sarà uno strumento operativo per far sì che i piccoli produttori, soprattutto in aree marginali, possano aderire al sistema biologico, con evidenti effetti benefici sul presidio del territorio".
Si è concluso ieri a Lussemburgo il Consiglio Agrifish durante il quale è stato raggiunto un accordo sulla proposta di regolamento in materia di agricoltura biologica. 

Tra le novità più importanti rispetto all'attuale normativa c'è la modifica del regime di importazione dei prodotti biologici, perseguita dall'Italia con grande determinazione. In futuro, i prodotti bio potranno essere importati solo in regime di conformità con applicazione delle stesse norme produttive europee o da Paesi con i quali siano stati sottoscritti accordi di reciprocità. I produttori europei saranno così maggiormente garantiti sul mercato internazionale e ai consumatori sarà assicurata più trasparenza.  

Altra novità assoluta è l'introduzione della certificazione di gruppo, volta a  consentire un accesso più facile per le piccole aziende produttrici nel settore del biologico.

Le norme sui controlli sono mantenute all'interno del regolamento del biologico per una maggiore semplificazione e chiarezza normativa. L'obbligo di un controllo annuale per le aziende biologiche rimane un requisito fondamentale e gli Stati Membri potranno dilazionare le ispezioni fisiche solo in caso di aziende a basso rischio fino a un massimo di trenta mesi. 

In tema di residui di sostanze non ammesse riscontrati su prodotti biologici – argomento assente nell'attuale legislazione - la proposta introduce un articolo che tuttavia non consegue pienamente l'obiettivo di armonizzare le procedure applicate nei diversi Stati membri. L'Italia ha pertanto lasciato agli atti una dichiarazione, sostenuta dalla Spagna, con la quale chiede alla Presidenza entrante del Consiglio e alla Commissione l'impegno di migliorare ulteriormente il testo nel corso delle trattative con il Parlamento europeo, nell'ottica di rendere più stringenti le procedure di controllo in caso di contaminazioni di sostanze non ammesse nei prodotti biologici e di aumentare la tutela dei consumatori. 

"L'intesa raggiunta – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – è frutto anche del lavoro che abbiamo svolto durante il semestre di Presidenza italiana. Possiamo ancora migliorare nei futuri passaggi del regolamento. In Italia nei prossimi anni investiremo nel biologico 1,5 miliardi di euro, proprio per potenziare un settore dove siamo leader con oltre 52mila operatori". 

"L'accordo di oggi – commenta il viceministro Andrea Olivero con delega al biologico – rappresenta un passo in avanti per il settore. Tra gli aspetti positivi la maggiore tutela ai produttori europei rispetto alla concorrenza internazionale; allo stesso tempo i consumatori potranno contare su regole trasparenti e coerenti azioni di controllo. La certificazione di gruppo sarà uno strumento operativo per far sì che i piccoli produttori, soprattutto in aree marginali, possano aderire al sistema biologico, con evidenti effetti benefici sul presidio del territorio". (Fonte: http://www.freshplaza.it/)