Come sfruttare i sottoprodotti animali

19/07/2013

Il settore dei sottoprodotti animali è un anello fondamentale della catena di produzione alimentare globale, crea infatti nuovi prodotti e riduce gli sprechi.
Sono però necessari nuovi strumenti e processi biotecnologici per soddisfare i mercati in espansione e raggiungere gli ambiziosi obiettivi ambientali. È per questo che un progetto europeo ha sviluppato un nuovo modo di trasformare resti di pollame prima non commercializzabili in prodotti che vanno dagli additivi alimentari al biodiesel.

Il progetto finanziato dall'UE PROSPARE ("Progress in saving proteins and recovering energy") si propone di sviluppare una piattaforma tecnologica per la lavorazione dei sottoprodotti animali (AB-P), in particolare pollame, per diversi scopi. Usando un nuovo approccio biocatalitico, i resti di pollame non commercializzabili possono essere adesso trasformati in proteine e valore aggiunto - peptidi idrolizzati - che si possono usare in prodotti finali commercializzabili.

Il progetto aveva anche lo scopo di ampliare le attuali conoscenze scientifiche sulle tecniche di bioconversione per preparare il terreno a un migliore sfruttamento dei residui animali su scala industriale.
Il progetto ha cominciato esaminando come si potevano ottenere miscele di peptidi a valore aggiunto a partire da materie prime. Ha poi cercato di mettere questo procedimento a disposizione dell'industria per una lavorazione su scala più ampia. L'obiettivo finale era rendere queste miscele di peptidi sfruttabili nei settori dei prodotti alimentari, dei mangimi e dei prodotti biochimici (cosmetica e microbiologia).

La piattaforma tecnologica si è occupata in particolare di portare avanti diversi benefici chiave. Il primo è l'utilizzo, rendendo gli AB-P potenzialmente interessanti per una serie di settori industriali attraverso lo sviluppo di un nuovo processo di conversione basato su un approccio biocatalitico. Questo a sua volta dovrebbe creare valore, trasformando questi residui in peptidi idrolizzati per additivi alimentari e mangimi, per esempio. Il grasso che li accompagna e il sego (reso grasso animale) può essere usato anche per l'energia rinnovabile e la produzione di prodotti chimici organici.

Un altro centro di interesse del progetto è stata la funzionalità. I nuovi ingredienti devono soddisfare le aspettative del consumatore se vogliono avere successo sul mercato. Quindi il progetto ha cercato di ottenere le caratteristiche sensoriali necessarie per gli ingredienti nutrizionali - gusto, aroma e digeribilità - per migliorare il loro potenziale commerciale. Le proprietà funzionali dei nuovi additivi alimentari prodotti sono stati studiate usando metodi di analisi standard e nuovi.

Il progetto ha messo tra le priorità anche la sicurezza. Sono stati impiegati inoltre una serie di tecniche complementari a basso costo per il monitoraggio della contaminazione microbica e strumenti per la rilevazione della micotossina, per assicurare che gli additivi alimentari sviluppati fossero conformi alle normative.

Il progetto PROSPARE rapprensenta una rivoluzione radicale perché dimostra come gli AB-P in precedenza non commercializzabili possono essere sfruttati attraverso efficienti metodi di bioconversione e biocatalizzatori (enzimi e/o composti enzimatici). È una novità anche nel senso che è un progetto altamente interdisciplinare che applica competenze biotecnologiche, chimiche, biofisiche, immunologiche e tossicologiche. Inoltre ha coinvolto partner industriali che hanno sperimentato le tecnologie proposte e le hanno valutate. I primi impianti di produzione pilota (in Russia e Belgio) hanno raggiunto lo standard richiesto di piena produttività e sostenibilità.

Si prevede che questo progresso tecnologico trasformerà la lavorazione degli AB-P e contribuirà a ridurre gli sprechi inutili. Anche se usare in modo sicuro questi prodotti ha costantemente comportato grandi difficoltà, le nuove tecnologie di lavorazione sviluppate per mezzo di PROSPARE dovrebbero soddisfare i requisiti della sicurezza alimentare dell'UE ed essere allo stesso tempo economicamente sostenibili. (Fonte: veterinariapreventiva.it)

Per maggiori informazioni, visitare:

PROSPARE 
http://www.prospare.eu/

Scheda informativa del progetto 
http://cordis.europa.eu/projects/rcn/87819_it.html