Comunicazione del rischio per la sicurezza alimentare

19/07/2012

L'EFSA (European Food Safety Authority) in collaborazione con l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e gli organismi nazionali di sicurezza alimentare ha realizzato una Guida per la comunicazione del rischio per la  sicurezza alimentare.

Il Codex Alimentarius definisce la comunicazione del rischio come: “scambio di informazioni e pareri concernenti rischi e fattori di rischio tra valutatori del rischio, gestori del rischio, consumatori e altre parti interessate“. È perciò un problematica che coinvolge tutti, dalle istituzioni ai consumatori.

Nell'EFSA c’è un gruppo di lavoro che si occupa nello specifico della comunicazione del foro consultivo (AFCWG) composto da comunicatori dell’EFSA, degli Stati membri e della Commissione europea. Il vademecum nasce da una raccolta di esperienze reali, che sono state analizzate e dalle quali sono state tratte delle linee guida utili a chiunque si trovi a comunicare l’esistenza di un rischio per la sicurezza alimentare, in maniera che possa definire un programma di comunicazione che risponde a requisiti generali e comuni, attento anche esigenze dei vari destinatari chiamati in causa.

Il documento si intitola “Alimenti:temporale in arrivo? Ricette collaudate per la comunicazione del rischio” e si compone di 51 pagine suddivise secondo il seguente indice:

  • Prefazione del gruppo consultivo dell’EFSA sulla comunicazione del rischio
  • Prefazione di Anne-Laure Gassin, presidente del gruppo di lavoro sulla comunicazione del foro consultivo e direttore Comunicazione EFSA
  • Introduzione e obiettivi
  • Principi guida di una efficace comunicazione del rischio
    • I principi nella pratica
  • Fattori che influenzano il livello e il tipo di comunicazione
    • Livello di rischio nell’ottica della comunicazione
    • Natura del pericolo
    • Chi/che cosa è interessato?
    • Effetti su persone/animali/piante/ambiente
    • Livelli di esposizione al pericolo/rischio
    • Capacità di controllare il rischio
    • Altri fattori relativi alla percezione del rischio
    • Livelli di comunicazione richiesti
  • Strumenti e canali
    • Relazioni con i media
    • Siti web
    • Pubblicazioni a stampa
    • Pubblicazioni digitali
    • Riunioni e seminari
    • Consultazioni pubbliche
    • Network di partner/portatori di interesse
    • Social network (Facebook, MySpace ecc.)
    • Blogging
    • Microblogging (Twitter)
  • Imparare dall’esperienza
    • Valutazione dell’EFSA relativa al rischio della clonazione animale
    • Comunicazione tematica dell’EFSA sulle zoonosi di origine alimentare
    • Campagna sul sale
    • Ricerca dell’Università di Southampton sugli effetti di determinati coloranti artificiali sui bambini
    • Febbre Q nei Paesi Bassi: apertura e trasparenza
    • Caso-studio sugli integratori alimentari in Svezia
    • Caso-studio – Emergenza diossina in Irlanda
  • Ulteriori letture
  • Esempi di altre linee guida

Come è facile constatare è stata sia trattata una parte teorica che osserva il rischio, nei suoi vari livelli, i vari soggetti interessati, la percezione del rischio e i livelli di comunicazione che ogni rischio prevede. Un’altra parte è dedicata all’analisi dei vari mezzi di comunicazione oggi a disposizione (compresi social network, siti web e blog) in base alle loro peculiarità e per i quali viene indicata una strategia comunicativa ad hoc. Infine una terza parte dove vengono esposti casi reali di comunicazione del rischio per la sicurezza alimentare, con difetti, pregi e possibili miglioramenti applicabili. (Fonte: Pmiservizi.it)