Crediti verso la PA

25/01/2013

Sentenza della Commissione tributaria regionale (Ctr) del Lazio secondo la quale non sono dovute sanzioni per l’omesso versamento di tributi qualora tale violazione sia dovuta a difficoltà finanziarie dipendenti dal mancato o ritardato pagamento (documentati) dei corrispettivi da parte della pubblica amministrazione committente.

Questa, in estrema sintesi, la tesi affermata dalla Commissione con la sentenza n. 158/12 pronunciata il 23 maggio 2012 e depositata in segreteria il 20 giugno scorso.

Nel caso sollevato, un’impresa che aveva ricevuto la cartella per il mancato pagamento delle imposte (Irpef, Irap e Iva) aveva proposto ricorso sostenendo che le somme iscritte a ruolo non fossero dovute, per mancanza del requisito di
colpevolezza come condizione necessaria, nel nostro ordinamento, per l’irrogazione della sanzione amministrativa.

La Commissione tributaria regionale del Lazio ha osservato che l’impossibilità economica della società morosa, “risultante documentalmente per via di diversi procedimenti amministrativi e contenziosi instaurati dalla società per ottenere la
soddisfazione del credito vantato nei confronti della amministrazione pubblica committente (…) risulta esimente  dall’applicazione delle sanzioni pecuniarie amministrative in considerazione del difetto del requisito della colpevolezza prevista dall’art. 5 del D. Lgs. 472 del 18/12/1997 e pertanto le stesse vanno annullate”.

La recente giurisprudenza di merito precisa che “quando l’inosservanza della norma è necessariamente e inevitabilmente cagionata da una forza esterna al soggetto obbligato, non sussiste il presupposto per la nascita dell’obbligazione delle soprattasse”.

La Ctr ha evidenziato inoltre che, poiché anche la materia fiscale si fonda su principi di correttezza ed equità, non può mai trovare giustificazione logica, prima ancora che giuridica, la punizione indiscriminata dell’incolpevole contribuente che
versi, e lo provi, in uno stato di coatta incapacità economica. (Fonte: Silvia Rusconi)