Disciplina sanzionatoria "health claims"

16/01/2014

L’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato (Agcm) continuerà ad occuparsi di pubblicità ingannevole, anche quando riferita a messaggi nutrizionali e salutistici ingannevoli. Non solo: deciderà autonomamente l'entità delle sanzioni, parametrandole ad una stima dell'utilità economica ottenuta con il marketing "irregolare".
Questo il risultato pratico del ritiro del decreto legislativo circa la disciplina sanzionatoria sui claims nutrizionali e salutistici, da qualche tempo circolato nell'ambiente. E che è ora lettera morta.
È una vittoria del buon senso e delle richieste di tanti (tra questi, Coldiretti), che avevano fortemente criticato un decreto non solo iniquo, ma anche invasivo delle competenze pregresse dell’Agcm (già incaricata dal Codice del Consumo di occuparsi di pubblicità ingannevole). 

Il "decreto sanzioni" mostrava uno dei lati peggiori della burocrazia all'italiana:debole con i forti e forte con i deboli. Prometteva cioè sanzioni piccole per i grandi gruppi industriali, in grado di aggirare con poche decine di migliaia di euro i regolamenti europei su indicazioni nutrizionali e salutistiche riferite agli alimenti. E, invece, una repressione diffusa a tutto svantaggio dei più piccoli. Ma l'Agcm ha redatto un parere che deve aver convinto il Consiglio dei Ministri a fare dietrofront.
L'Antitrust aveva infatti criticato:

- l'eccesso e la frammentazione dei "divieti", con profili multipli di infrazione codificati in modo irrealistico rispetto, invece, a quanto suggerito dall'esperienza concreta della Autorità;
- l'entità troppo ridotta delle sanzioni e, soprattutto, non parametrata al fatturato stimato della vendita dei prodotti venduti in regime di pubblicità ingannevole;
- la pluralità dei controllori e dei conflitti di competenze, con soggetti nuovi (Ministero della Salute e Asl) su un tema che richiede grande perizia tecnica e con sovrapposizioni di ruolo problematiche in caso di sanzioni.

L'Autorità Garante, sebbene avesse ammonito sulla reale utilità di nuovi soggetti sulla materia, aveva anche indicato come migliorare la bozza, qualora si fosse deciso di mantenerla. Ma, alla fine, l'opzione è stata davvero quella del ritiro. Con richiesta del Ministri per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, e della Giustizia, Annamaria Cancellieri. (Fonte: alimentibevande.it)