Doc, Docg e Igp, un trend positivo dal 2010

16/07/2015

Come analizzato dal Corriere Vinicolo, l’export per le Doc e Docg cresce stabilmente fra il 2010 e il 1014 salendo da 1.5 a 1.8 miliardi di euro in valore.



Vini Doc e Docg: export per prezzo di vendita in milioni di euro (fonte Il Corriere Vinicolo)

 
Nel 2010, circa un terzo dell’export, per la precisione il 30%, era valutato sotto i 3 euro, per un valore complessivo di 450 miliardi, mentre ora questa sezione si è ridotta ad un minuscolo 3%A crescere è soprattutto la fascia di che va dai 3 ai 5 euro, che passa dai 752 milioni di euro del 2010 ai 1 054 miliardi del 2014, raggiungendo il 60% del totale. Unaperformance persino migliore viene registrata dalla fascia che va dai 5 ai 7 euro e che raddoppia letteralmente la fascia di mercato dal 17% al 33% con un volume di affari che cresce da 225 a 610 milioni di euro. Buoni i risultati registrati anche dalle fasce alte, soprattutto sopra i 9 euro che nel 2014 raggiungono il 4% dell’export, dovuto soprattutto ad un più lento riposizionamento dei vini italiani sui mercati più lucrativi.
Igt
Andamento export Igt per prezzo di vendita in milioni di euro (fonte Il Corriere Vinicolo)

 
Se guardiamo gli Igp sono proprio loro a registrare nel 2014 un record di 1.3 miliardi di euro, lasciandosi alle spalle i 979 milioni registrati nel 2010. Quanto alle varie fasce, quella sotto i 2 euro continua ad aggirarsi sui 200 milioni in valore ma cala invece per volume, perdendo 9 punti e scendendo a quota 17% che sono stati in parte conquistati dalla fascia 2-3 euro, cresciuta nel 2012 a 442 ma scesa a 363 milioni  nel 2014, con un contrazione dal 38% al 28%. La crescita dunque nell’ultimo biennio va a favore del segmento 3-4 euro, per un valore di 200 milioni e una fascia di mercato che è salita dai 12 ai 32 punti percentuali.Crescono anche le due fasce più alte, quella dei 4-5 euro e quella ancora sopra, ma ad una velocità più morigerata, che porta la prima ad un attuale 13% per un valore di 40 milioni, mentre la seconda, sopra i 5 euro raggiunge quota 30 milioni confermando lo share dell’11%. (Fonte: http://www.vignaecantina.it/)