Emilia-Romagna, ridurre CO2 in agricoltura

26/09/2013

La Regione Emilia Romagna si è candidata a laboratorio nazionale per la riduzione delle emissioni di gas serra di origine agricola insieme ad alcuni marchi dell'agroalimentare italiano e della grande distribuzione: Barilla,Coop, Granarolo, Granterre, Centro Servizi Ortofrutticoli, Apoconerpo e Unipeg. 

È quanto prevede "ClimateChangER" un progetto mirato a mettere a punto tecniche di coltivazione e di allevamento che, a parità di rese produttive e qualità dei prodotti, riducano la produzione di Co2 e degli altri principali gas climalteranti

I nuovi disciplinari di produzione agricola e zootecnica verranno elaborati utilizzando le tecniche più avanzate individuate dalla ricerca in ambito internazionale e partendo dall'esperienza ormai consolidata in Emilia Romagna della lotta integrata.

Buone pratiche che potranno prevedere, tra l'altro, la riduzione dell'uso di fertilizzanti e fitofarmaci, una più razionale gestione delle risorse idrichetecniche di lavorazione della terra più leggere, diverse modalità digestione delle deiezioni e nuovi tipi di alimentazione degli animali.

I settori su cui si lavorerà, informa la Regione, sono quelli di grano duro, pomodoro da industria, pero, pesco, fagiolino, bovini (per la produzione di latte alimentare e di Parmigiano Reggiano e da carne).

Un passaggio importante sarà dato dalla sperimentazione in azienda (grazie a un campione di imprese agricole che hanno già dato la loro disponibilità), ma l'obiettivo finale è introdurre in modo stabile i nuovi disciplinari nelle filiere produttive regionali, anche grazie alle risorse della nuovo Programma di sviluppo rurale 2014-2020, sostenendoli e valorizzandoli presso i consumatori. 

L'applicazione delle nuove metodologie dovrà ridurre le emissioni di origine agricola dell'Emilia Romagna di 200 mila tonnellate di Co2 equivalenti in tre anni, in coerenza con gli obiettivi della Strategia Europa 2020. Il progetto utilizzerà la metodologia dell'Lca (Life cycleassessment) per calcolare l'impronta di carbonio (dunque le emissioni ) delle diverse colture.

Lo farà in considerando l'insieme delle colture, dunque in una logica di sostenibilità complessiva. I gas più coinvolti nel cambiamento climatico in atto sono l'anidride carbonica (Co2), il protossido di azoto (No2) e il metano (Ch2). Secondo gli esperti infatti il settore agricolo nel suo complesso contribuisce al 6,7 per cento della produzione di gas serra. (Fonte: Insic.it)