Etichettatura e allergeni

18/11/2014

Una recente ricerca, pubblicata dalla Food Standards Agency (FSA), ha raccolto delle informazioni su come le persone, affette da allergie alla frutta in guscio e quindi consapevoli del rischio anche di morte a causa di possibili episodi di anafilassi conseguenti l’ingestione di allergeni, valutano le etichette al momento dell’acquisto e del consumo degli alimenti.

Lo studio, effettuato dalla University of Surrey, aveva lo scopo di comprendere meglio le difficoltà e le esigenze dei consumatori al fine di fornire indirizzi per rendere più efficaci le informazioni sugli allergeni alle imprese. 

I partecipanti coinvolti sono stati affiancati da un intervistatore nel corso di una normale spesa presso un punto vendita o un ristorante.  Il colloquio ha cercato in particolare di approfondire le motivazioni che hanno portato alla scelta dei diversi prodotti acquistati o consumati. 

La ricerca ha scoperto che le persone al momento di scegliere quale prodotto alimentare acquistare o consumare prendevano in considerazione:

• la marca  che è risultata svolgere un ruolo  importante in quanto i partecipanti hanno manifestato maggiore fiducia alcune in aziende alimentari rispetto ad altre.
• le informazioni sugli allergeni presenti in una parte dell’etichetta è stato ritenuto da molti una fonte affidabile di informazioni al punto che spesso hanno omesso la lettura della lista degli ingredienti. La maggior parte dei partecipanti non sapevano che questa modalità di informazione non è prevista dalle norme ed è utilizzata dalle imprese su base volontaria.  Consideravano inoltre, in modo errato, non presenti i principali allergeni alimentari e quindi sicuri, alimenti non riportanti informazioni specifiche in etichetta sulla presenza di allergeni che risultavano invece dichiarati tra gli ingredienti.
• le avvertenze “può contenere” o “è prodotto in uno stabilimento che utilizza..”, in alcuni casi, non sono stati considerati come credibili e sono stati a volte ignorati.  Queste avvertenze precauzionali vengono ampiamente utilizzate dai produttori di alimenti per indicare una possibile contaminazione crociata con un allergene alimentare e riguardano un elevato numero di prodotti.  La maggior parte dei partecipanti ha ritenuto fosse quasi impossibile evitare di consumare prodotti alimentari non riportanti avvertenze “può contenere” in etichettatura.
• nel mangiare fuori casa, alcune persone non informano il personale del ristorante della loro allergia a causa di imbarazzo sociale e della paura di vedere ulteriormente limitate le loro possibilità di scelta dal menù. Per alcuni questo ha comportato una maggiore assunzione di rischi.
 
La ricerca, i cui risultati sono probabilmente sovrapponibili a quelli che si otterrebbero tra i consumatori “a rischio” italiani, evidenzia come l’attuale sistema di informazione non sia in grado di orientare correttamente le scelte.

E’ necessario che le imprese che producono alimenti ma anche quelle che commercializzano e somministrano adottino delle buone pratiche per ridurre il rischio allergeni e migliorino l’informazione ai consumatori. 

Il CeIRSA ha realizzato 2 linee guida finalizzate a supportare le imprese nella gestione del rischio allergeni:

La gestione del rischio allergeni mediante l’applicazione del sistema HACCP
La gestione del rischio allergeni negli esercizi di vendita e somministrazione di prodotti alimentari

Il rapporto completo e ulteriori informazioni sui documenti disponibili sull'argomento sul sito della FSA possono essere reperiti al seguente link.
FSA Allergens

(Fonte: ceirsa.org)