Etichette non conformi alle nuove norme

18/12/2014

Con l'efficacia del regolamento "Informazione Alimentare ai Consumatori", reg. 1169/2011 dell'Unione, direttamente in tutti i territori europei, dallo scorso 13 dicembre, il rischio è di creare panico- buttando al macero prodotti perfettamente edibili, e con etichettatura a norma della precedente direttiva 2000/13 (come recepita in Italia dal D. lgs 109/92).

Cosa devono fare i produttori in tal senso?

Smaltire le scorte
La norma UE è però chiara: i produttori potranno smaltire le scorte fino ad esaurimento, anche dopo il 13 dicembre 2014 (art. 54).
E qui occorre fare alcune precisazioni. E' ovvio che prodotti con una shelf life di una qualche entità possono essere smaltiti facilmente (es, olio extravergine di oliva etichettato in conformità a disposizioni normative in vigore a Novembre 2014, durante la campagna olearia), senza problemi di sorta.

L'"esaurimento scorte" inoltre è facilitato nel caso di produzioni locali, di piccoli quantitativi, magari veicolati con conoscenza diretta dei consumatori o tramite circuiti fiduciari: nel giro di poco tempo, si riesce a dimostrare che effettivamente tali scorte sono state commercializzate e quindi esaurite.
Anche prodotti con shelf life minore, vanno comunque incontro alla stessa logica: potranno- e a maggior ragione- essere smaltiti- e la deperibilità intrinseca del prodotto "garantisce" un fisiologico e naturale smaltimento del prodotto, a prescindere dalla volontà eventuale di commercializzarlo o meno.
Nel caso  comunque di prodotti confezionati ed etichettati dopo il 13 dicembre, qui bisogna essere a norma con il nuovo regolamento. Almeno per gli aspetti:

1.  che sono chiari e non soggetti a ulteriori chiarimenti da parte della Commissione;
2.  che non richiedono interpretazioni normative nazionali, che nel caso, possono essere anche più restrittive.

Vediamo le due  casistiche.

Chiarimenti della CE
In alcuni casi, sono attesi chiarimenti della Commissione Europea: un secondo documento "Domande e Risposte", atteso entro novembre 2013, non è ancora stato pubblicato. Su tutti gli aspetti ivi acclusi, si ritiene che si potrà rimanere in attesa - e quindi, senza profili sanzionatori direttamente applicabili. 
Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) nel suo decreto di Bozza Sanzioni- ha infatti chiarito che le previsioni soggette a interpretazione saranno punibili soltanto dal 1° giugno 2015. A ben vedere, sono davvero molti gli aspetti ancora in stand-by.

Tra quelli più evidenti:

regole sull' "ingrediente sostitutivo" (la cui indicazione deve figurare a fianco della denominazione dell'alimento in caratteri non inferiori al 75% del carattere mediano della stessa);
- aspetti di responsabilità degli operatori, in particolare sulle modalità diindicare l'indirizzo;
- la definizione di "superficie maggiore" (con esenzioni varie o previsioni di dettaglio nel caso sia inferiore a 80 cm2, 25 cm2, o 10 cm 2);
l'etichettatura degli allergeni (la Commissione ha preparato linee guida ora sottoposte a consultazione pubblica);
l'indicazione quantitativa degli ingredienti (QUID) - anche qui la CE ha linee guida in corso d'opera;
- le vendite a distanza; la CE ha un documento "Domande & Risposte" in fase di finalizzazione;
- vari aspetti sull'etichettatura nutrizionale (però non ancora obbligatoria); la CE ha un documento "Domande & Risposte su dichiarazione nutrizionale" in fase di finalizzazione;
-vari aspetti su quantità netta in prodotti soggetti a notevoli perdite di peso; su glassa e modalità di misurazione del peso; su alimenti solidi in liquido di copertura; la CE ha un documento "Domande & Risposte su  peso netto e prodotti glassati" in fase di finalizzazione;
- eventuali esenzioni su Termine Minimo di Conservazione per funghi, sidro, prodotti di confetteria;
- aspetti circa l'indicazione della data di congelamento;
- aspetti circa "carne ricomposta" e "pesce ricomposto", con "Domande & Risposte su etichettatura della carne e del pesce" da parte della CE in fase di finalizzazione;
acqua aggiunta: vanno chiarite le esenzioni sui prodotti che non devono indicarla se presente in quantità superiore al 5%-la DG Sanco anche qui ha il documento Domande & Risposte su etichettatura della carne e del pesce" in fase di chiusura.
 
In ultima analisi, i quesiti e le incertezze sembrano davvero tante- puntando ad una frammentazione interpretativa e applicativa del regolamento di non poco conto, che non può però ripercuotersi sulle imprese -soprattutto se Piccole e Medie.  Su tutti questi casi certo, il giudizio rimane sospeso allora fino a giugno 2015. Con inefficacia delle sanzioni eventualmente comminate su tali aspetti. 

Disposizioni restrittive nazionali
Vi sono poi svariati aspetti previsti a livello nazionale - almeno in fase di bozza di DPCM rinnovato del D. lgs 109/92- - di maggior onere per le imprese: allergeni su preincartati, indicazioni obbligatorie ulteriori su preincartato in presenza o in assenza del consumatore; indicazione del lotto - solo per citarne alcune.
Queste, per la verità ancora in fase di discussione con le associazioni di categoria, tra cui Coldiretti- verranno considerate applicative a tutti gli effettisolo 90 giorni dopo la pubblicazione del decreto, ancora in alto mare- come si diceva.
Nel caso degli allergeni sul preincartato- essendo una disposizione (peraltro ancora dibattuta e non certa) nuova, si concederà un tempo di un anno solare dalla data di entrata in vigore del decreto.

Sanabilità delle sanzioni
In tutta questa enorme incertezza normativa, però- c'è una buona notizia per le imprese: la sanabilità delle infrazioni amministrative.
Con il Decreto Legge del 24 giugno 2014, n. 91, è infatti prevista una procedura semplificata per sanare le violazioni amministrative:
(Art. 1 comma 3) “per le violazioni alle norme in materia agroalimentare, per le quali è prevista l’applicazione di una sola sanzione amministrativa pecuniaria, l’organo di controllo incaricato, nel caso in cui accerta per la prima volta l’esistenza di violazioni sanabili, diffida l’interessato ad adempiere alle prescrizioni violate entro il termine di venti giorni dalladata di ricezione dell’atto di diffida e ad elidere le conseguenze dannose o pericolose dell’illecito amministrativo. Per “violazioni sanabili” si intendono errori e omissioni formali che comportano una mera operazione di regolarizzazione, ovvero violazioni le cui conseguenza dannose sono eliminabili….”.

-           Si ritiene, in seguito a verifiche con le autorità preposte, che per “prima volta” si consideri una violazione ad una fattispecie specifica, e non alla commissione di violazioni in quanto tali- di conseguenza, violazioni diverse dovranno essere conteggiate ciascuna come la prima;
-          Si ritiene, in seguito a verifiche con le autorità preposte, che inoltre tale decreto si applichi alla scorretta etichettatura (“errori e omissioni formali…”) anche circa aspetti riferibili alla sicurezza alimentari (“conseguenze dannose o pericolose”), purché ricadano nell’illecito amministrativo con ammenda pecuniaria, ed il prodotto non abbia prodotto conseguenze dannose definitive (ad esempio, non abbia ancora raggiunto il consumatore finale);
 
La sanabilità così descritta non si applica:
- in caso di sanzioni amministrative con sanzioni non solo pecuniarie ma anche accessorie (es, chiusura stabilimento, ritiro uso marchio DOP, obbligo a pubblicare a proprie spese sui giornali messaggi di rettifica a pubblicità ingannevoli, etc);
- In caso di informazioni –ad esempio per tramite di etichetta- che chiamino in causa le previsioni del Codice
Penale, anche qualora ledano i diritti del consumatore senza ulteriori conseguenza di sicurezza alimentare-
come la frode commerciale ed il relativo “delitto tentato” (art. 515 e 516) e la vendita di sostanze non genuine come genuine (art. 517). A maggior ragione sono escluse dall’applicazione del D. L. 91 le fattispecie con impatto sulla sicurezza alimentare (avvelenamento (art. 438), adulterazione e contraffazione, (art. 440 - 442), commercio di sostanze alimentari nocive (art. 444).
 (Fonte: http://www.sicurezzaalimentare.it/)