Etichette per il pesce

19/11/2014

Da fine anno sarà obbligatorio indicare la specie di pesce venduta, il luogo esatto dove il prodotto è stato catturato e il metodo usato. A Bruxelles un incontro per spronare l'industria ad adeguarsi

Dal prossimo dicembre saranno obbligatorie le nuove etichette per i pesci, i crostacei e i molluschi venduti in Europa. Queste dovranno indicare il nome esatto della specie, il luogo preciso dove è stata pescata (non sarà più sufficiente la generica indicazione del Mar Mediterraneo), e il metodo utilizzato (amo, strascico). Un nuovo sforzo è dunque richiesto all'industria alimentare, che dovrà affrontare nuovi costi e dovrà organizzarsi. Ma tutto ciò può rappresentare anche un'opportunità per le aziende che potranno meglio difendersi sul mercato dai competitors di altri paesi.

Era questa l'intenzione del legislatore europeo che ha disciplinato la materia. E il concetto è stato ribadito a Bruxelles lo scorso 15 ottobre durante un incontro organizzato dalla Commissione europea con gli operatori del settore ittico dal titolo 'Nuove etichette per i consumatori: nuove opportunità per l'industria'. Un appuntamento per spronare le imprese ad adeguarsi alle nuove norme. 
Tra gli italiani è intervenuta la società Eurofishmarket, che si occupa di consulenza, formazione e controllo sui prodotti ittici. Uno degli ultimi regolamenti sull'etichettatura introdotto dalla Ue (il 1379/2013) riguardava il pesce e ha portato ad alcune importanti novità che potrebbero aiutare il consumatore a capire meglio cosa sta mangiando e a una riduzione delle importazioni dai paesi extracomunitari.

"Secondo il regolamento i produttori dal prossimo dicembre dovranno indicare non solo se il pesce, i molluschi e i crostacei, sono stati pescati nel Mediterraneo o meno, come succedeva fino a poco tempo fa, ma dovranno riportare anche la sottozona, ovvero il punto esatto di cattura: ad esempio se lungo la costa ligure o in Sardegna", spiega Valentina Tepedino direttore di Eurofishmarket. Ancora si dovrà indicare lo strumento usato per la pesca, se l'amo o la rete a strascico. 
"Tutte indicazioni di estrema importanza" assicura Tepedino. Che prosegue: "Sapere in quale maniera un pesce è stato catturato è fondamentale sia per il consumatore sempre più attento alle tematiche ambientali e portato a scegliere i pesci presi con metodi meno invasivi, che per questioni pratiche: il pesce preso all'amo si conserva meglio di quello catturato con lo strascico, perché meno danneggiato". 

Le nuove norme tuteleranno anche i pescatori dalla concorrenza di altri paesi affacciati sul Mediterraneo, ma non europei, come Tunisia e Algeria. "Non a caso  -  spiega Tepedino  -  più di un sondaggio rivela  che i consumatori preferiscono mangiare prodotti a chilometro zero, piuttosto che di importazione e sono disposti a pagarli di più".
Secondo Eurofishmarket le nuove etichette porteranno innumerevoli vantaggi. "Le normative che si sono succedute finora - conclude Tepedino  -  hanno però un punto debole: le sanzioni. Queste sono previste, ma non sono abbastanza severe. Chi infrange le regole si ritrova a pagare piccole somme che non sono un deterrente". Nel 2013 la Capitaneria di Porto ha fatto oltre 90mila controlli e individuato 2990 illeciti. E di questi ben 2243 consistevano proprio in violazioni in materia di tracciabilità ed etichettatura.
(Fonte: http://www.repubblica.it/)