Il biologico punta sulla trasformazione in azienda

20/06/2016


Il settore biologico si orienta sulla specializzazione e questo fa sì che possa mantenere quasi inalterata la propria nicchia. Lo si evince approfondendo uno studio di Confagricoltura pubblicato pochi giorni fa e relativo all'agricoltura biologica in Italia. 

Lo studio riguarda il periodo 2000-2014.
 In questo lasso di tempo, le aziende agricole tradizionali sono passate da 2,1 milioni a 1,4 milioni, diminuendo del 32%. Questa morìa è frutto per lo più di concentrazione, dato che la Sau (Superficie agricola utile) è aumentata del 5%. Le imprese agricole bio, invece, sono diminuite solo del 4,8%, ma aumentando la superficie complessiva del 33%. Segno di una concentrazione e specializzazione. 


Biologico in Italia: evoluzione del numero di operatori e della superficie

Le bio-aziende erano 51.120 nel 2000 per scendere a 48.650 14 anni dopo. Leggendo i dati, si nota come 16 anni fa le imprese che trasformavano/confezionavano i prodotti erano 1330 contro le 6104 del 2014. Un netto +459% per il settore della trasformazione, un dato che va letto come tendenza e diversificazione per aumentare il proprio reddito. 

In aumento netto la Sau bio, passata da 1 milione di ettari a 1,37 milioni di ettari. La Regione con più ettari in regime biologico è la Sicilia(303mila), seguita da Puglia (176mila), Calabria (160mila), Sardegna (149mila), Toscana (118mila), Lazio (110mila), Emilia Romagna (88mila), Marche (57mila), Basilicata (48mila), Piemonte (31mila), Umbria (30mila), Abruzzo (25mila), Lombardia (23mila), Campania (20mila), Veneto (15mila), Trentino Alto Adige (12mila), Molise (4.611), Friuli Venezia Giulia (3.701), Valle d'Aosta (3.621), Liguria (2.902). 

Da segnalare che la maggior parte della Sau bio è destinata a foraggere (200mila ettari), cereali (154mila), olivo (121mila). Altre colture significative in regime bio sono vite (46mila), frutta a guscio (26mila), agrumi (20mila), ortaggi (20mila), frutta fresca (17mila), colture industriali (14mila). 

Il 22 per cento delle imprese bio è guidato da giovani con meno di 40 anni (quota che scende al 10% nel complesso delle aziende), il 32% è diplomato e il 16 è laureato. 


Superfici a biologico per alcune colture, espresse in ettari

Nel mondo l'Italia si colloca, come Sau biologica rispetto alla Sau complessiva, al 1° posto con il 10,8 per cento, e al 6° in termini assoluti dopo Australia, Argentina, Usa, Cina e Spagna. Va detto che i primi 5 Paesi sono così estesi che risulta normale tale classifica. E, rispetto alla Spagna, la superficie assoluta a bio quasi si equivale, dato che il paese iberico conta 1,59 milioni di ettari. 

Occorre poi fare attenzione al consumo dei prodotti bio. Il Centro studi di Confagricoltura (su dati FIBL/IFOAM), ha reso noto che nel 1999 nel mondo sono stati spesi 15,2 miliardi di dollari in prodotti biologici, contro gli 80 del 2014. In Europa, la Germania è il Paese dove i consumatori acquistano di più prodotti bio (12%), seguita da Francia (7%), Regno Unito (4%), Italia (3%).

Andando a scorporare i dati di spesa, in Svizzera i consumatori spendono all'anno 221 euro pro capite per il bio, seguiti dai danesi (162 euro), svedesi (145), austriaci (127), tedeschi (97). In Italia sono 35 euro a testa.
(Fonte: Cristiano Riciputi, www.freshplaza.it)