Inea: presentato il Rapporto sullo Stato dell'Agricoltura

27/07/2012

Agile strumento di analisi del sistema agroalimentare nazionale, il Rapporto sullo Stato dell'Agricoltura, ormai giunto alla nona edizione, è stato presentato dall'INEA il 25 luglio 20120, presso la Sala Cavour del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Il rapporto restituisce il quadro macro e micro dell’economia agroalimentare e approfondisce alcuni questioni rilevanti per il settore che si sono imposte, più di altre, negli ultimi tempi.

La fotografia del quadro congiunturale dell’intera economia nazionale mostra deboli segnali di ripresa: la crescita del PIL nel 2011 è stata solo dello 0,4% e l’agricoltura risente delle difficoltà generali che il Paese sta attraversando. Guardando al settore, il valore aggiunto si è attestato su una crescita solo in termini nominali (+4,6%), generata prevalentemente dall’aumento dei prezzi dei cereali e dei prodotti zootecnici, mentre in valori costanti si è avuto un risultato negativo (-0,5%).

Particolarmente complessa è la situazione dell’agricoltura sul fronte del credito e delle possibilità di investimento: le informazioni sui tassi di interesse praticati all’agricoltura dimostrano un maggior costo dei finanziamenti erogati al settore primario rispetto agli altri settori (ultimo trimestre 2011 5,2 per l’agricoltura contro 3,4 per le altre attività economiche). Queste tensioni vanno superate per poter permettere al settore di sostenere gli investimenti, attualmente compressi, necessari a rafforzare la sua competitività.

Competitività che, invece, si rileva sul fronte degli scambi commerciali, dove il sistema agroalimentare, a partire dal 2000, ha manifestato trend positivi del saldo normalizzato. Del resto, il fatturato dell’industria alimentare è cresciuto del 5% in termini reali nel 2011 e mostra segnali positivi anche nei primi mesi del 2012, nonostante una certa stagnazione della domanda interna. Certamente sulle prospettive del settore peseranno nei prossimi mesi gli effetti del terremoto, visto che l’Emilia-Romagna copre il 27% della produzione alimentare nazionale e una quota rilevante delle esportazioni.

Il Rapporto poi ha approfondito alcuni fenomeni che più da vicino interessano il nostro Paese, fornendo su questi temi un importante contributo al dibattito: la progressiva sottrazione di suolo agricolo a fronte di un continuo aumento delle superfici cementificate, processo che contrasta la sicurezza alimentare; la necessità di rafforzare gli strumenti contrattuali lungo la filiera, per ottenere una più equilibrata distribuzione del valore aggiunto; le richieste di semplificazione avanzate dal settore, in particolare quello zootecnico, protagonista di nuove norme di sostenibilità ambientale che vanno a incidere sulle dotazioni strutturali delle aziende.

Da ultimo nel rapporto sono state presentate le questioni chiave che animano il dibattito degli ultimi due anni sulla revisione della PAC, fornendo diversi elementi di riflessione per agevolare il negoziato.

I lavori sono stati aperti dal Presidente dell’INEA Tiziano Zigiotto, che ha evidenziato come "la difficile congiuntura economica che l’Italia e l’Europa sta attraversando induce a sfruttare al massimo il potenziale produttivo della nostra agricoltura, e la capacità di reazione, ma anche le possibilità offerte con la PAC-Politica Agricola Comunitaria. Su questi aspetti l’INEA farà la sua parte, come ha già dimostrato negli anni precedenti, impegnandosi nel comprendere i fenomeni, le trasformazioni della nostra agricoltura ed esaminando gli strumenti che possano supportare al meglio l’intero sistema".

I risultati del lavoro sono stati presentati da Alessandra Pesce, e commentati da Stefano Vaccari. Il Ministro delle politiche agricole Mario Catania ha chiuso i lavori sottolineando che: "La questione della cementificazione e del consumo del suolo, trattata nel Rapporto, è un nodo centrale per il futuro dell’intero Paese. Oggi una parte importante della classe dirigente italiana condivide finalmente questa consapevolezza. A questo proposito non possiamo che ribadire l’importanza, anche in questo senso, dell’agricoltura e della sua presenza del territorio, che però è seriamente messa in difficoltà dal forte (Fonte: Freshplaza.it)

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