La filiera alimentare dopo Expo

20/04/2016


È un vero e proprio identikit del consumatore food & beverage italiano, in termini di gusti, motivazioni d’acquisto e attitudini per il futuro, quello che ha tracciato il convegno
La filiera alimentare dopo Expo. Strategie d’Impresa ed esigenze del consumatore, organizzato il 19 aprile da TUTTOFOOD, la Milano World Food Exhibition.
I punti chiave dei cibi top di domani?
Prodotti premium dai sapori regionali o etnici. E poi salutari, biologici e sostenibili. Ma anche facili da trovare online, il nuovo “negozio gourmet”.

Un profiling scaturito da un vivace dibattito sui risultati, svelati in anteprima a una nutrita platea di addetti ai lavori, di due ricerche commissionate dalla manifestazione ad autorevoli partner: La crescita dell’alimentare tra opportunità e rischi, a cura di IRI e presentata dal Business insight director Marco Limonta; e Il futuro vien mangiando. Tradizioni e rivoluzioni dalla spesa alla tavola, condotta da Ipsos Italia e illustrata dal CEO Jennifer Hubber.
 
Sullo sfondo di consumi finalmente ritornati al segno più – +1,8% a volume e +3% a valore per gli alimentari e per le bevande – la ricerca Ipsos, in particolare, traccia il quadro di una spesa guidata da solidi driver tradizionali ma molto attenta ai nuovi gusti e le nuove esigenze.   
 
Se i principali fattori di acquisto, infatti, rimangono la freschezza e il prezzo (entrambi con il 71% di preferenze) seguiti a un paio di lunghezze dal gusto (53%), tra gli elementi di attenzione crescono la tracciabilità delle materie prime (37%) e le preoccupazioni dietistiche (18%). Continua l’onda lunga del biologico (14%) e comincia a essere citata la sostenibilità (12%).
 
Fra i trend salutistici spicca ancora il free-from, sospinto non solo dalle intolleranze (sono quasi un terzo le famiglie con almeno un componente interessato, il 32%), ma anche dai sempre più numerosi vegetariani e vegani (presenti in circa un quinto delle famiglie, il 19%): per il 2015 le crescite in valore sono state a due cifre, 31% per i lavorati senza glutine e 15% per i prodotti senza lattosio.
 
In tema di evoluzione dei gusti, nell’ultimo decennio (con il 2007 come base 100) fanno registrare grandi exploit l’etnico, che tocca un indice di 163,6, i piatti pronti con 134,1 e i prodotti luxury con 126,2. Una crescita che interessa non solo la spesa al super, ma anche il fuori casa, dove l’Italia è ormai il terzo mercato d’Europa con un giro d’affari di 2.795 milioni di euro, e crescerà ancora: quest’anno salgono al 33% gli italiani che dichiarano di consumare un pasto fuori casa almeno una volta la settimana.
 
E per il prossimo futuro cosa ci aspetta?
Ci confermiamo grandi estimatori del
fresco, che continuerà a essere la gamma più richiesta dal 65%, e dei prodotti tipici, preferiti dal 58% con quote importanti anche per il biologico (43%) e sostenibile (40%).

Ma la vera rivoluzione del 2016 si preannuncia nei metodi di acquisto: per il 17% degli italiani è ormai consuetudine comprare food on-line almeno una volta a settimana, percentuale che aumenta se a rispondere sono giovani fino a 29 anni, laureati o lavoratori. Si sceglie il web perché è comodo e veloce (31%), perché permette di acquistare prodotti difficili da reperire (29%) e perché fa risparmiare (27%). In tutti casi, numeri destinati a salire sensibilmente nei prossimi 2-3 anni.

Nell’insieme l’industria è riconosciuta come innovativa: tra quelli eletti Prodotti dell’Anno 2016, uno su due appartiene alla categoria food. I consumatori premiano in particolare l’attenzione per i sapori regionali (42%), la filiera sostenibile (40%), le etichette più esaustive (36%) e la ricerca dei nuovi gusti (29%). I comparti percepiti come più innovativi sono i surgelati (37%), i confezionati (32%), gli snack dolci (28%) e i cibi funzionali (26%).
 (Fonte: http://www.affaritaliani.it/)