Mangimi, approvato codice di buone pratiche

16/09/2016


La Commissione Europea ha approvato il codice di buone pratiche in materia di etichettatura dei mangimi composti per gli animali destinati alla produzione alimentare.

Etichettatura.
Sviluppato congiuntamente dall’Organizzazione agricola Copa-Cogeca e dalla Federazione europea dei fabbricanti di mangimi composti (FEFAC), il codice intende chiarire le norme stabilite dal regolamento europeo sull'etichettatura dei mangimi, fornire suggerimenti pratici ai produttori di mangimi composti su come realizzare un'etichetta e mettere a disposizioni degli agricoltori utili informazioni affinché possano compiere scelte informate sull’uso corretto dei prodotti. Il testo punta, inoltre, ad armonizzare le pratiche in tutti gli Stati Membri per semplificare le attività di agricoltori, cooperative agricole e mangimifici. L'approvazione formale della Commissione europea ha ottenuto anche il sostegno degli Stati Membri nel Comitato permanente per i vegetali, gli animali, gli alimenti e i mangimi (SCoPAFF).

Livelli di rame nei mangimi. 
L'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha proposto, invece, una serie di modifiche ai livelli massimi di rame ammessi nei mangimi destinati  a suinetti, bovini e vacche da latt, mentre ha proposto  un aumento nei mangimi per capre. I livelli proposti dall’EFSA ridurrebbero la quantità di rame rilasciata nell'ambiente, il che potrebbe avere un ruolo favorevole nel ridurre la resistenza agli antimicrobici.
Nello specifico, gli esperti dell’Agenzia europea raccomandano che il contenuto di rame nei mangimi completi per suinetti non superi i 25 mg per kg (una diminuzione rispetto ai precedenti 170 mg/kg). Il tenore massimo di rame in un mangime completo per vacche da latte e bovini dovrebbe invece essere ridotto da 35 mg/kg di mangime a 30 mg/kg. Per quanto riguarda la maggior parte dei restanti gruppi di animali, i livelli massimi attualmente autorizzati restano invariati, tranne per le capre, per le quali l’EFSA raccomanda un incremento. La riduzione del rame nei mangimi potrebbe dunque contribuire a ridurre la resistenza agli antimicrobici nei suini e nell'ambiente (nei suinetti il rilascio di rame nell'ambiente tramite deiezioni è stato calcolato del 20%). Ciò perché la resistenza agli antimicrobici potrebbe essere connessa alla vicinanza genetica tra alcuni geni di resistenza agli antibiotici e alcuni geni di resistenza al rame.

Fonte: Servizio Stampa Europe Direct di Veneto Agricoltura