Bioplastiche: Comunicazione ambientale

14/09/2012

Il finto ecologismo, inteso come la comunicazione erronea o fuorviante delle caratteristiche ambientali di materiali e prodotti, è una abitudine diffuso piuttosto che una eccezione. 

Tramite l’opuscoloManuale di comunicazione ambientale per bioplastiche, European Bioplastics, l’associazione europea dei produttori di biopolimeri, fornisce un aiuto pratico agli esperti di comunicazione e marketing per presentare ’innovazione delle bioplastiche in perfetta sintonia con la situazione attuale e senza trascurare il suo ampio potenziale ancora inutilizzato.

Linee guida generali
  • assicurarsi che le asserzioni ambientali siano specifiche, accurate, rilevanti e veritiere.
  • Evitare le dichiarazioni vaghe e generali che non soddisfano tali criteri, come, tra l’altro, “verde”, “sostenibile”, “ecocompatibile” e “rispettoso del clima”.
  • produrre asserzioni verificabili con metodi e informazioni conformi agli standard internazionali e forniti e/o verificati idealmente da soggetti terzi indipendenti.
    Rendere i dati disponibili a tutte le parti interessate.
  • aggiornare debitamente le verifiche e le asserzioni.
Raccomandazioni relative alle bioplastiche
  • le asserzioni relative a materiali e prodotti a “base biologica” (“bio-based”) devono essere comprovate da misurazioni accurate basate su standard riconosciuti (cEn/astM/isO) e, idealmente, da certificazioni rilasciate da soggetti terzi. possono riportare la percentuale di contenuto di massa biologica o il tasso di contenuto di carbonio biologico di un materiale o di un prodotto.
  • si considera poco informativo segnalare la biodegradabilità di un prodotto senza specificare ulteriormente questa proprietà. Sono necessari i riferimenti al test impiegato per la misurazione nonché le informazionisull’ambiente e sul periodo di tempo.
  • se si dichiara di recuperare un prodotto mediante compostaggio industriale, sarà necessario produrre la certificazione (rilasciata da un soggetto terzo indipendente)conforme allo standard En 13432 o a standard equivalenti.
  • le asserzioni relative al fine vita devono rispondere ai requisiti essenziali del quadro giuridico europeo; per gli imballaggi è di fondamentale importanza la Direttiva Europea sugli imballaggi.
    Un’asserzione per un’opzione specifica di fine ciclo può essere fatta solamente se una “ragionevole proporzione dei consumatori” ha accesso ai relativi servizi (Commissione Europea). Oltre al quadro giuridico europeo, i produttori sono tenuti a controllare le normative specifiche nazionali in materia di rifiutio gli accordi esistenti sulle bioplastiche.
  • l’impronta di carbonio (cradle to gate: dall’approvvigionamento delle materie prime all’uscita dallo stabilimento di produzione) di un materiale a base biologica può essere neutra o persino negativa (se comparata ai materiali a base fossile). Tuttavia, per un bene di consumo a base biologica (per l’intero ciclo di vita, cradle to grave), nella maggior parte dei casi, l’impronta non sarà né neutra, né negativa. Per questo motivo è meglio dichiarare un’”impronta di carbonio ridotta”. (Fonte: en.european-bioplastics.org)