Marocco, pronta norma per certificazione halal

15/06/2012

Per entrare in mercato mondiale che cresce il 12% all'anno

Con una crescita di oltre il 12 per cento annuo dal 2004 ed un giro di affari attuale di 455 miliardi di euro, equivalente al 16 per cento dell'industria alimentare mondiale, il mercato di prodotti halal ("lecito" per la legge islamica) appare molto appetibile per le imprese marocchine. L'accesso all'export di questo mercato è però condizionato all'ottenimento di un'etichetta rilasciata da un organismo accreditato e riconosciuto nei mercati importatori. Pressato dal settore industriale interessato, il governo marocchino ha gia' cominciato a muoversi in tal senso, attraverso una prima norma, ispirata al modello malaisiano, entrata in vigore a fine 2010. Tuttavia, come rivelato da un professionista del settore, "la mancanza di adesione da parte degli ulema marocchini all'elaborazione di questa norma ha fatto si' che essa non sia mai divenuta credibile. D'altronde, dalla sua entrata in vigore, nessuna impresa ha tentato di farsi certificare secondo questa norma".

In questi ultimi mesi, il Marocco ha ricominciato a lavorare per dotarsi di una certificazione credibile: dal dicembre scorso, un comitato tecnico guidato dall'Istituto marocchino di normalizzazione (Imanor), collegato al ministero dell'Industria, ha tenuto delle riunioni per rivedere profondamente la norma attuale. Questa volta hanno preso parte al dibattito anche degli ulema e si è cercata una larga concordanza con la norma sui prodotti halal dell'Organizzazione della conferenza islamica (OCI), sintesi di più norme nazionali. In questo modo "si dovrebbero dare maggiori possibilità alla futura certificazione marocchina di essere riconosciuta dai mercati importatori" sostiene Haouati Khadija, responsabile normalizzatore agroalimentare presso l'Imanor.

La nuova norma, che coprirà tutte le fasi della produzione, dovrebbe entrare in vigore nei prossimi giorni, dopo l'approvazione del ministero dell'Industria, e le prime certificazioni dovrebbero essere rilasciate nel mese di luglio.

Secondo gli esperti del settore, però, ci sarà bisogno ancora di qualche anno affinché il Marocco possa competere con i produttori posizionati sul segmento halal internazionale da parecchi anni, come, ad esempio, quelli turchi: "quando un industriale marocchino vorrà fornire prodotti con certificazione marocchina halal a distributori stranieri, essi dovranno mandare degli esperti per assicurarsi della conformità delle modalità di produzione alle proprie esigenze", spiega Nathalie Barbe, direttrice generale del Centro tecnico delle industrie agroalimentari (Cetia). (Fonte: ANSAmed).