I parassiti d’origine alimentare più pericolosi

17/07/2014

La Fao e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno pubblicato il  rapporto “Multicriteria-based ranking for risk management of food-borne parasites” che contiene una lista dei 10 parassiti di origine alimentare più dannosi al mondo, insieme a linee guida per tenerli sotto controllo.

Fao e Oms sottolineano che «I parassiti influenzano la salute di milioni di persone, causando infezioni nei tessuti muscolari e negli organi, provocando epilessia, shock anafilattici, dissenteria amebica e altre patologie.  Alcuni possono vivere nei nostri corpi per decenni.  Nonostante il loro enorme costo sociale e l’impatto che hanno a livello mondiale, l’informazione è spesso carente per quanto riguarda l’origine di questi parassiti, come vivono nel corpo, e – soprattutto – perché ci fanno ammalare».

Quindi, come primo passo per affrontare questo problema, le due Agenzie Onu hanno preso in esame i 10 parassiti di origine alimentare che hanno il maggior impatto a livello globale. La Classifica a criteri combinati per la gestione del rischio dei parassiti d’origine alimentare, che include anche informazioni su dove possono essere trovati, si basa sul danno che questi parassiti fanno alla salute umana.

Ecco la lista stilata da Fao ed Oms:

 
1. Il Taenia solium: nella carne di maiale;
2. L’Echinococcus granulosus (tenia del cane): nei prodotti freschi
3. L’Echinococcus multilocularis: nei prodotti freschi;
4. Il Toxoplasma gondii (protozoo): nelle carni dei piccoli ruminanti, di maiale, di manzo, nella selvaggina (sia nella carne rossa che negli organi);
5. Il Cryptosporidium spp (protozoo): nei prodotti freschi, nei succhi di frutta, nel latte;
6. L’Entamoeba histolytica (protozoo): nei prodotti freschi;
7. La Trichinella spiralis: nella carne di maiale;
8. L’Opisthorchiidae (della famiglia dei vermi piatti): nei pesci d’acqua dolce;
9. L’Ascaris spp. (piccole ascaridi intestinali): nei prodotti freschi;
10. Il Trypanosoma cruzi (protozoo): nei succhi di frutta

La lista è stata compilata per rispondere alla richiesta della Commissione del Codex Alimentarius, l’organismo che stabilisce gli standard alimentari a livello mondiale,  di prendere in esame lo stato attuale delle conoscenze sui parassiti negli alimenti e il loro impatto sulla salute pubblica e sul commercio.

Si tratta di organismi classificati biologicamente come protozoi ed elminti (ma meglio conosciuti come tenia, vermi piatti e ascaridi), dei quali è difficile conoscerne la diffusione a livello globale, perché in molti Paesi non c’è l’obbligo di informare le autorità sanitarie della loro presenza.

In Europa, ogni anno più di 2.500 persone sono colpite da infezioni parassitarie di origine alimentare. Nel 2011 si sono registrati nell’Ue 268 casi di trichinellosi e 781 casi di echinococcosi.

In Asia, non ci sono dati precisi, ma si sa che le malattie parassitarie sono ampiamente diffuse e in molti paesi sono riconosciuti come uno dei principali problemi per la salute pubblica.

Nella maggior parte delle nazioni africane non esiste alcun dato sulla diffusione di parassiti di origine alimentare nell’uomo perché c’è una generale mancanza di sistemi di sorveglianza.

Negli Usa la Neurocisticercosi, causata dal Taenia solium, è in alcune aree la singola causa infettiva più comune di epilessia, con 2.000 persone diagnosticate ogni anno. La toxoplasmosi è una delle principali cause di malattie d’origine alimentare che può causare anche la morte.

L’unità della Fao sulla sicurezza e qualità degli alimenti e l’Oms hanno lanciato un appello congiunto per raccogliere informazioni a livello nazionale al quale hanno risposto 22 Paesi e un organismo regionale. Poi le due Agenzie hanno seguito l’analisi e la valutazione del materiale raccolto da parte di 21 esperti per stabilire l’impatto che essi hanno sulla salute umana. 

Da questo lavoro, è stato sviluppato un primo elenco di 93 parassiti. La lista è stata poi ridotta a 24 sulla base di 5 criteri: 1) il numero di malattie provocate a livello mondiale; 2) la distribuzione globale; 3) la morbosità acuta; 4) la morbosità cronica; e 5) l’impatto economico.

Ora il Comitato del Codex sull’Igiene alimentare sta sviluppando nuove linee guida per il controllo di questi parassiti e Fao ed Oms partecipano fornendo informazioni scientifiche e tecniche con l’obiettivo di «Sviluppare nuovi standard per il commercio alimentare globale che aiuteranno i paesi a tenere sotto controllo la presenza di questi parassiti lungo la catena alimentare».

Renata Clarke, responsabile dell’unità Fao sicurezza e qualità degli alimenti, sottolinea che «Ovviamente questa lista offre una prospettiva generale e non rispecchia necessariamente le classifiche dei parassiti a livello nazionale, dove ogni Paese può avere informazioni più precise. Considerati i problemi che questi parassiti causano, va detto che non ricevono l’attenzione che meriterebbero. Ci auguriamo che attraverso il rilascio di questa lista si riesca a sensibilizzare responsabili politici, media e opinione pubblica su questa minaccia per la salute pubblica».

Il rapporto Fao-Oms elenca anche una serie di modi per ridurre il rischio d’infezioni parassitarie: «Per gli agricoltori, si consiglia l’uso di fertilizzanti organici, che devono essere strettamente monitorati per assicurare che il compostaggio sia corretto e che tutta la materia fecale sia stata rimossa. Anche la qualità dell’acqua deve essere attentamente monitorata. Per i consumatori, si ricorda che tutta la carne deve essere ben cotta, e che per lavare e preparare le verdure deve essere usata solo acqua potabile».

(Fonte: Umberto Mazzantini, www.greenreport.it)