Mercato agroalimentare europeo 2013-14

17/01/2014

Sono buone le prospettive per il mercato agroalimentare europeo nel periodo 2013-2023, secondo il rapporto recentemente pubblicato dalla Commissione europea, contente le prospettive di medio termine.
Il reddito agricolo nell'Ue è destinato a crescere, anche se più per la continua diminuzione dell'input di lavoro, piuttosto che a causa della crescita complessiva del reddito stesso.

Cereali
Se il settore cerealicolo, nel complesso, si manterrà stabile, all’interno dello spettro dei cereali il grano e il granoturco accresceranno la loro fetta di mercato rispettivamente al 41% e 18% del totale, a scapito degli altri cereali. La crescente domanda di risoverrà soddisfatta con più importazioni dai mercati esteri; così, da una situazione di autosufficienza, l’Unione europea sarà in grado di coprire, in futuro, solo il 64% del fabbisogno. La filiera resta però altamente influenzata dal potenziale sviluppo futuro dei biocarburanti.

Carne
Per quanto riguarda il settore della carne, si prevede una domanda crescente sul mercato mondiale e un maggior consumo anche su territorio europeo, a seguito di una graduale ripresa economica.
Il consumo di carne pro capite, che nel 2013 ha toccato il livello più basso dell’ultimo decennio (64,7 kg), aumenterà a partire dal 2014, per attestarsi intorno ai 66,1 kg nel 2023 – cifra paragonabile al 2011.
In quest’ambito il segmento più dinamico rimane quello del pollame, grazie al prezzo competitivo e all’immagine salutare legata a questo tipo di carne, il cui consumo aumenterà di 0,8 punti percentuali all’anno da oggi al 2023, prendendo il 2012 come anno di riferimento. La carne di maiale, in assoluto la preferita dei consumatori europei, sarà consumata nel 2023 circa il 2,8% in più rispetto alla media 2010-2012. Al contrario, si registrerà un calo nel settore delle carni bovine (-7% nel 2023 rispetto alla media 2010-2012), in linea con il trend già registrato. Il calo interesserà anche lecarni ovine.

Latte e formaggi
Per il latte e i prodotti lattiero-caseari le prospettive sono favorevoli sia per quanto riguarda il mercato interno sia per quello globale, in particolar modo grazie alla domanda proveniente dalle economie emergenti.
Nonostante la conclusione del sistema delle quote dopo il 2014/2015, si prevede unaumento limitato della produzione di latte, soprattutto a causa delle restrizioni ambientali in alcuni Stati membri. La produzione potrebbe raggiungere 150 milioni di tonnellate nel 2023 – un aumento dovuto al miglioramento della produttività (8500 kg per animale nel 2023 nei 15 vecchi Stati membri e 6050 kg nei 13 Stati membri di più recente ingresso).
La produzione di formaggi sarà sostenuta sia dalla domanda interna, in costante crescita, sia da quella globale sempre più dinamica, fino a raggiungere 10,7 milioni di tonnellate nel 2023, di cui 1 milione andrà in esportazioni. Proprio il formaggio assorbirà la maggior parte dell’aumento della produzione di latte. (Fonte: agronotizie.imagelinenetwork.com)