Nanocibi, atti convegno ISS

19/05/2016


I nanomateriali, ovvero tutti quei materiali "ingegnerizzati" costituiti da particelle dalle dimensioni piccolissime, nell'ordine di qualche milionesimo di millimetro, trovano applicazione nei campi più disparati, dalla medicina ai cosmetici, all'abbigliamento e in tutti gli ambiti produttivi, con il settore alimentare in prima fila. Qui in particolare, ne è proposto l’impiego sia nella produzione agricola (ad esempio nei pesticidi o nei mangimi), che negli alimenti stessi (ad esempio negli additivi), come pure nei materiali a contatto col cibo.

Ora, con la pubblicazione del nuovo regolamento sui novel food (UE 2015/2283), che entrerà in vigore dal primo gennaio 2018, i nanomateriali ingegnerizzati sono esplicitamente contemplati nelle categorie di ingredienti alimentari disciplinate. Ciò richiederà una preventiva valutazione sulla loro sicurezza da parte dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Due aspetti sono meritevoli di attenzione: l'inclusione dei nanomateriali fra i novel food - cioè fra gli ingredienti alimentari per i quali non esiste al momento un consumo abituale - e la necessità di metodi aggiornati per valutare gli aspetti di sicurezza specificatamente legati alla dimensione nano, ad esempio, un diverso assorbimento da parte dell'organismo.

E’ a partire da questo contesto che si svolge all’ISS, il 29 aprile 2016, il secondo Convegno Nazionale Nanotecnologie e Nanomateriali nel Settore Alimentare e loro Valutazione di Sicurezza. Da anni, infatti, il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare dell’ISS è impegnato nella valutazione delle ricadute dell’impiego di nanomateriali sulla sicurezza degli alimenti e la salute dei consumatori: dalla partecipazione all’attività di sviluppo di metodi analitici promossa dalla Commissione Europea, alla valutazione del rischio in sede EFSA (NanoNetwork), ai progetti di nanotossicologia europei (Nanogenotox, NANoREG) e nazionali.

Nanomateriali, questi sconosciuti

Si tratta di materiali che traggono dalle loro dimensioni estremamente ridotte proprietà fisiche importanti - talvolta uniche - che possono essere trasmesse al materiale a cui vengono applicati (ad esempio la rigidità, l’elasticità, la fluorescenza e così via). Nell’industria alimentare il loro uso è proposto per migliorare il sapore, il gusto, il colore e la consistenza di taluni cibi, per incrementare l’assorbimento e la biodisponibilità (cioè l'utilizzo da parte dell'organismo) di alcuni nutrienti e integratori, per proteggere gli alimenti da contaminazioni batteriche. I nanomateriali si dimostrano assai utili anche nell’industria del packaging, della conservazione e del controllo di qualità (esistono, ad esempio, nanosensori che seguono la tracciabilità degli alimenti e ne monitorano le condizioni durante il trasporto).

A fronte delle indiscutibili opportunità offerte, si configurano tuttavia potenziali rischi che richiedono un’attenta quanto complessa valutazione; l'attività di ricerca è, quindi, indispensabile per sviluppare e standardizzare metodi di analisi e di test innovativi. I nanomateriali presentano infatti il caso nuovo e unico di sostanze la cui tossicità dipende in gran parte dalle caratteristiche associate alla dimensione e alla forma delle particelle.

E' anche possibile una presenza "on intenzionale" negli alimenti; in particolare il processo di produzione di alcuni additivi può risultare in una certa frazione in forma nano, che va identificata e valutata. Ad oggi, viste anche le conoscenze limitate in materia e l’esigua disponibilità di specifici test e metodi per valutarne i possibili rischi, la sicurezza dei nanocibi resta per la scienza una delle sfide più attuali. (Fonte: http://www.iss.it/)

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