Nanomateriali: manca una normativa omogenea

07/10/2015

Le applicazioni delle nanotecnologie e l’utilizzo di nanomateriali nel settore agroalimentare, dei mangimi e del packaging, sono in fase di sviluppo e si prevede che molti prodotti, attualmente in fase di ricerca, entreranno sul mercato nel prossimo futuro. Per questo diventa sempre più importante disporre di sistemi normativi che affrontino adeguatamente la gestione dei rischi potenziali delle nanotecnologie.

L’Unione europea, insieme alla Svizzera, è l’unica regione del mondo in cui sono state inserite disposizioni specifiche sui nanomateriali nella legislazione riguardante il settore alimentare, definendo in modo vincolante cosa sono e prevedendo norme per l’applicazione delle nanotecnologie. Ad esempio per quanto riguarda i requisiti di etichettatura degli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali ingegnerizzati, cioè di particelle di dimensioni infinitesimali, dell’ordine del miliardesimo di metro, che possono essere utilizzate per cambiare il sapore, il colore e la struttura del cibo. In altri paesi, invece, le indicazioni sui nanomateriali sono più implicite e vengono inserite, in modo non vincolante, nelle linee guida per l’industria. Queste differenze possono avere implicazioni sul mercato internazionale.

fogm laboratorio
È importante garantirne sicurezza
È quanto rileva uno studio condotto dal Joint Research Centre della Commissione europea, pubblicato dalla rivista Regulatory Toxicology and Pharmacology, in cui si indica la necessità di una collaborazione tra i vari paesi, finalizzata allo scambio di informazioni, al fine di garantire un elevato livello di protezione per l’uomo e per l’ambiente, pur non ostacolando lo sviluppo e la commercializzazione globale di nuovi prodotti, che possono apportare benefici innovativi nei settori agricolo, dei mangimi e degli alimenti, ad esempio nel campo dei fitofarmaci attraverso la nanoincapsulazione, nel campo alimentare attraverso il rafforzamento della biodisponibilità dei nutrienti, nel campo degli imballaggi grazie a nanoparticelle microbiche che ne garantiscono una maggior sicurezza. (Fonte: http://www.ilfattoalimentare.it/)