PAC: approvata la riforma dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo

30/01/2013

La Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo ha completato il 24 gennaio l'iter di approvazione delle modifiche alla riforma della PAC-politica agricola comune post 2014. Dopo la seduta dedicata a pagamenti diretti, sviluppo rurale e OCM unica, si è conclusa  la sessione di voto conclusiva sul "Regolamento 'orizzontale' sulla gestione e sul monitoraggio della PAC".

"Le novità approvate in Commissione - ha sottolineato Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo - prevedono l'introduzione di importanti strumenti di flessibilità per gli Stati Membri. Per i paesi a programmazione regionale sarà possibile compensare le somme non utilizzate di uno o più programmi di sviluppo rurale con somme spese oltre tale limite da altri programmi (sempre di sviluppo rurale)."

Sul fronte dei nuovi pagamenti diretti, tra le novità più significative, il nuovo criterio di ripartizione delle risorse che non permetterà a nessun Stato Membro di percepire meno del 65% della media UE e che si tradurrà per l'Italia in un aumento di circa 44 milioni di euro annui a regime.

In merito alla distribuzione degli aiuti all'interno degli Stati Membri, maggiore attenzione sarà dedicata a quelle aree e settori dove una riduzione degli aiuti troppo repentina potrebbe impattare negativamente sui redditi dei produttori agricoli. Ciò significa che al termine del periodo di applicazione delle nuove regole (2020) i premi non saranno ridotti di più del 30% rispetto al primo anno di applicazione (2015).

"Sul versante del 'greening', il mancato rispetto dei requisiti non influenzerà l'erogazione dei pagamenti di base. Inoltre - ha proseguito De Castro - in caso di conferma per gli anni successivi degli importi percepiti l'anno precedente, gli agricoltori potranno presentare domande di pagamento pluriennali.

Le aziende con certificazione ambientale, agricoltura biologica, che già rispettino pratiche agro ambientali di sviluppo rurale avranno automaticamente diritto ai "pagamenti verdi", così come saranno esonerate anche le aziende il cui 75% della superficie è coltivata a riso.

Sul versante della diversificazione delle colture, saranno esonerate le aziende con superficie inferiore ai 10 ettari, mentre per le superfici tra 10 e 30 ettari saranno previste almeno due colture e sopra i 30 ettari tre colture (la proposta della Commissione prevedeva tre colture per tutte le superfici superiori ai 3 ettari)".

"Previste poi anche ulteriori misure di sostegno per le regioni i cui agricoltori versano in gravi difficoltà finanziarie a seguito di condizioni eccezionali: in questi casi, gli Stati Membri potranno incrementare fino all'80% (anziché del 50% per i pagamenti diretti e del 75% per lo sviluppo rurale) la percentuale degli anticipi sulla PAC".

Tra le altre modifiche introdotte, i piccoli agricoltori riceveranno un importo totale fino al 15% della dotazione nazionale per i pagamenti diretti (la Commissione proponeva 10%), mentre per i giovani agricoltori le eventuali risorse non spese potranno essere trasferite ai nuovi entranti.

Importanti poi le novità sul sostegno accoppiato che riguarderà tutti i prodotti agricoli (con priorità ai prodotti che già hanno beneficiato del sostegno nel periodo 2010-2013) per un ammontare di risorse pari al 15% del massimale nazionale degli aiuti diretti (la proposta UE prevedeva solo alcuni prodotti beneficiari del sostegno per un ammontare di risorse pari al 5% con possibilità del 10%). Il tetto agli aiuti verso l'alto (il cosiddetto "capping"), infine, prevede l'esclusione per le imprese cooperative.

Le associazioni di O.P. ortofrutticole potranno finalmente gestire fondi di esercizio, attuare e presentare programmi operativi al cui interno, i prodotti trasformati potranno beneficiare della misura del ritiro dal mercato. In generale, le organizzazioni di produttori rafforzano il loro ruolo e la loro efficacia sia perché riconosciute per tutti i settori sia per le loro attività ampliate e innovate rispetto alla proposta del novembre 2011. Le stesse O.P. per essere riconosciute dovranno possedere un numero minimo di soci ed un minimo di volume produttivo commercializzabile.

Venendo alle misure di mercato, i prezzi di riferimento degli strumenti dell'intervento pubblico e dell'ammasso privato potranno essere aggiornati anche in funzione della produzione, dei costi dei fattori produttivi e delle tendenze dei mercati. L'intervento pubblico reintroduce il grano duro tra le produzioni beneficiarie, mentre l'aiuto all'ammasso privato potrà essere attivato anche in seguito a variazioni dei costi medi di produzione, a situazioni aventi un impatto significativo sui margini di profitto dei produttori, alla stagionalità della produzione in alcuni Stati Membri.

Sul fronte commerciale e della trasparenza, importantissima l'approvazione di un emendamento che reintroduce l'obbligo del paese di origine in etichetta per i prodotti ortofrutticoli venduti freschi che era scomparso nelle proposte della Commissione esecutiva.

"E' sicuramente positiva la valutazione di queste due giornate di voto che hanno modificato in maniera significativa la proposta di riforma della politica agricola comune della Commissione UE - ha commentato De Castro. La Commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha confermato con impegno e determinazione la volontà di creare condizioni e strumenti concreti di sostegno per l'agricoltura europea, con il chiaro intento di mettere al centro i suoi reali protagonisti: il lavoro e l'impresa".

"Adesso - ha concluso De Castro - aspetteremo gli esiti del vertice del 7-8 febbraio 2013 sulle prospettive finanziarie dell'Unione, le cui ricadute sulle risorse PAC saranno valutate in Aula a marzo in occasione del voto della proposta di riforma e potrebbero portare a eventuali correzioni emendative. E dopo marzo, in accordo con il presidente del Consiglio agricolo UE Simon Coveney, daremo avvio alla fase dei triloghi". (Fonte: Freshplaza.it)