Sicurezza alimentare nella terra dei fuochi

31/03/2014

Il Ministero della Salute ha pubblicato le "Indicazioni per lo svolgimento di indagini tecniche per la mappatura dei terreni della Regione Campania destinati all'agricoltura". 

In assenza di una normativa specifica, il Gruppo di Lavoro presso l'AGEA ha elaborato un modello scientifico di riferimento per individuare i criteri di valutazione dei terreni agricoli, finalizzati ad assicurare la salubrità e la qualità delle produzioni alimentari a tutela della salute umana. 

Il modello scientifico - proposto ai Ministeri competenti- prevede l'individuazione dei siti e degli inquinanti e la costruzione di un indice per l'individuazione delle classi di rischio per la salute umana e animale (5 classi di rischio e relative misure di salvaguardia). I
l documento del GdL contiene anche una proposta di classificazione dei terreni ai fini dell'uso agricolo, la definizione degli interventi di risanamento e di controllo.

Il Gruppo ha preso in considerazione soltanto la possibile contaminazione dei suoli agricoli ai fini della sicurezza alimentare.

Determinazione dei valori indicativi tollerabili dei diversi inquinanti non normati
"Sicurezza alimentare non significa garantire l'assenza di rischi- è scritto nel documento- ma porre responsabilmente in atto tutte le azioni necessarie a ridurne l'impatto sui consumatori. Per molte sostanze chimiche non esistono ancora limiti legislativi di sicurezza in quanto è ancora in itinere la valutazione tossicologica. L'assenza di tali limiti- prosegue il testo- impedisce una completa valutazione della qualità sanitaria dei prodotti agroalimentari.

Tale lacuna diventa particolarmente critica laddove si verificano situazioni di inquinamento ambientale in aree coltivate e ad esse limitrofe. Pertanto per gli inquinanti non normati dovranno essere definite le soglie di rischio legate al consumo da parte degli animali e dell'uomo.

In particolare, per ciascuna sostanza o classe di composti dovrà essere effettuata una analisi critica dei risultati delle ricerche più recenti riguardanti la definizione della tossicità acuta e cronica, a mdio lungo termine, tramite studi in vivo e in vitro e sulle relazioni struttura/attività.

Dovrenno inoltre essere acquisiti eventuali valori di TDI, ADI, EDI ecc. suggeriti da organizzazioni scientifiche accreditate ( WHO, FDA, EFSA, ecc.) e da altre Agenzie deputate alla salvaguardia della sicurezza alimentare".

Indice di rischio per la catena alimentare
Al fine di individuare un indice di rischio per le colture e la catena alimentare, si è stabilito di prendere in considerazione prioritariamente la concentrazione di elemento inquinante nella parti eduli dei vegetali, analizzandoli in funzione del livello di tossicità.
In mancanza di un dato analitico nei vegetali ci si dovrà avvalere di una valutazione combinata del potenziale di mobilità, biodisponibilità e traslocazione dell'inquinante dalle matrici ambientali verso le produzioni alimentari, in relazione alle caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche dei suoli e della coltura.

Sono 57 i Comuni definiti prioritari dalla direttiva ministeriale del 23 dicembre scorso. Sono stati identificati 51 siti da sottoporre ad indagini dirette e 86 siti potenzialmente inquinanti sui quali porre misure di salvaguardia per garantire la sicurezza delle produzioni agro-alimentari.
Le indicazioni del GdL sono ora al vaglio dei ministeri dell'Agricoltura, Ambiente e Salute. (alimentibevande.it)