Terra dei Fuochi: i controlli di GlobalGAP

08/04/2014

Una delle più grandi organizzazioni internazionali di certificazione, GlobalGAP, in un documento, inviato in Italia a dicembre del 2013, chiedeva nuovi campionamenti e analisi straordinarie ai produttori agricoli nella terra dei Fuochi già certificati presso l’associazione che opera in oltre ottanta paesi del mondo ed è composta da più di cento organismi di certificazione indipendenti e accreditati.
 
La campagna di campionamenti straordinari è partita sotto la spinta del dibattito mediatico, e ha coinvolto tutte le aziende certificate nell’area della Terra dei Fuochi. L’esito: “I risultati dell’indagine hanno dimostrato che tutti i prodotti certificati sono entro i limiti di contaminanti massimi regolamentati dall’Unione europea – si legge nel documento finale. Inoltre, questi valori  sono previsti in condizioni di produzione normali”.

Delle realtà produttive analizzate in Campania, 9 sono in provincia di Caserta e 4 in provincia di Napoli. Sono stati ricercati diossine e metalli pesanti: mercurio, piombo, cadmio. Sono stati setacciati i prodotti di tutti i campi messi sotto la lente. L'organizzazione ha affidato l’operazione a campionatori indipendenti che provengono dal Nord Italia, “per garantire la piena indipendenza e minimizzare il conflitto di interessi e pressioni da parte di produttori e poteri locali”.

Nel dettaglio, non è stata ritrovata alcuna traccia di mercurio nella totalità dei campioni analizzati e nessuna traccia di metalli pesanti è stata rintracciata nel 44 per cento dei campioni. Per il resto, come si evince dalle tabelle riportate all’interno del documento, tutti gli inquinanti sono al di sotto delle soglie stabilite dall’Unione europea.
Per il piombo, ad esempio: “Le tracce di piombo rilevate non hanno superato le linee guida e i valori sono generalmente bassi”, si legge nel documento. “Valori – continua – che possono essere spiegati con una contaminazione ambientale generalizzata. Quindi non vi sono indizi per sospettare la presenza di una fonte aggiuntiva di contaminazione nei campi campionati”.  Sono state trovate tracce di cadmio nel 33 per cento dei prodotti campionati, in ogni caso al di sotto dei limiti dell’Ue.  I prodotti sono stati testati anche per le diossine e il risultato è che “sono ampiamente entro i limiti raccomandati dall’Europa e non ci sono indicatori che dovrebbero far dubitare della loro salubrità”. (Fonte: fanpage,it)