UE, riforma biologico

12/05/2015

Risultati immagini per biologico logoC'è ancora una forte divisione fra i 28 Stati membri sulla riforma del biologico, tema clou sul tavolo del Consiglio agricoltura in corso a Bruxelles. Il rischio è quello di un rinvio di una decisione a giugno, ma soprattutto che la Commissione europea ritiri la sua proposta.

"Abbiamo preso atto delle diverse posizioni e l'orientamento generale non consente una maggioranza qualificata" ha detto il ministro dell'agricoltura lettone, Janis Duklavs, per la presidenza di turno dell'Ue, al termine del primo giro di tavolo.

"Continueremo a lavorare duramente su questo fascicolo per avvicinarci o conseguire un orientamento generale" ha aggiunto Duklavs, che punta a centrare un compromesso entro oggi. "Serve un accordo bilanciato fra tutti i soggetti del settore biologico - ha aggiunto il commissario europeo all'agricoltura, Phil Hogan - che fornisca una semplificazione e certezza delle regole".

L'obiettivo è riuscire a sciogliere i nodi chiave, relativi alla frequenza dei controlli sui produttori e sulla soglia delle sostanze non autorizzate, su cui ormai si discute da mesi.

Big come la Germania e la Polonia premono per rinviare una decisione al prossimo Consiglio dei ministri dell'agricoltura dei 28 a giugno. Una mossa che secondo fonti Ue "non risolverebbe i problemi sul tavolo", ma implicherebbe invece il rischio che la Commissione Ue ritiri la sua proposta di riforma, "in assenza di progressi significativi" sul dossier.

Sulla riforma del biologico, "sarà una giornata di dibattito molto aperto" ma "sulle questioni fondamentali non vogliamo arretrare". Questa la posizione del vice ministro delle politiche agricole, Andrea Olivero, che aveva espresso al suo ingresso al Consiglio dei ministri Ue dell'agricoltura a Bruxelles.

"I giochi sono aperti, vedremo cosa può essere fatto in questa giornata. Speriamo oggi si possa stringere o fare un passo decisivo in avanti" ha detto Olivero. Sui nodi chiave del biologico per l'Italia "sarebbe grave tornare indietro". In particolare per il vice ministro alle politiche agricole "i controlli in questo settore sono decisivi: il biologico si basa su un atto di fiducia fra le imprese e i consumatori. Se noi questo patto lo lasciassimo blando, non daremmo nessuna garanzia al settore". "Questo - ha aggiunto il viceministro alle politiche agricole - cercheremo di spiegarlo a tutti i nostri partner perché si possa addivenire ad una decisione saggia e utile che possa rafforzare questo settore che é in crescita".

Anche per quanto riguarda la soglia di residui di pesticidi "rimaniamo fermi nella nostra posizione perché crediamo che un abbassamento di questo limite potrebbe creare una scarsa credibilità di tutto il sistema" ha spiegato Olivero. "In questo momento l'Europa non é autosufficiente per quanto riguarda i consumi, le importazioni stanno crescendo, ma noi vogliamo che rispettino criteri europei" ha concluso il vice ministro alle politiche agricole ed é "importante che tutti i prodotti abbiano lo stesso livello di rispetto e le medesime garanzie". (ANSA).