UE: conservazione stock ittici

15/11/2012

L'Ue individua una serie di misure per la conservazione degli stock ittici relativi ai paesi che autorizzano una pesca non sostenibile.

Con regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea de 14 novembre l'Ue istituisce un quadro per l'adozione di talune misure. Misure che possono essere applicate in tutti i casi in cui la cooperazione tra i paesi terzi e l'Unione è necessaria ai fini della gestione congiunta degli stock di interesse comune, anche nel caso in cui tale cooperazione avviene nell'ambito di un'Orgp (Organizzazioni regionali per la gestione della pesca) o di un organismo analogo.

Le misure vengono adottate al fine di incoraggiare tale paese a contribuire alla conservazione dello stock.

Vengono adottate quando un paese terzo che ha un interesse alla pesca relativa a uno stock di interesse comune con l'Unione consenta un'attività di pesca che mette a rischio la sostenibilità dello stock (attività consentita senza tenere in debito conto i modelli di pesca esistenti o i diritti, i doveri e gli interessi degli altri paesi e dell'Unione) e quando il paese non collabora con altri paesi e con l'Unione, alla gestione dello stock.

Lo stato degli stock ittici è ritenuto insostenibile quando essi non sono mantenuti in permanenza a livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile o al di sopra di tali livelli oppure, se tali livelli non possono essere stimati, quando gli stock non sono mantenuti in permanenza entro limiti biologici sicuri.

Le misure sono volte a eliminare gli incentivi per i paesi che autorizzano una pesca non sostenibile a sfruttare gli stock di interesse comune.

Tale obiettivo può essere realizzato, tra l'altro, limitando le importazioni di prodotti della pesca catturati da navi che svolgono attività di pesca non sostenibile, limitando l'accesso ai porti per tali navi o impedendo che pescherecci dell'Unione o attrezzature da pesca dell'Unione siano utilizzate per sfruttare gli stock di interesse comune.

Al fine di garantire che le misure adottate nei confronti di un paese siano rispettose dell'ambiente, efficaci, proporzionate e compatibili con le norme internazionali, l'adozione di tali misure è preceduta da una valutazione degli effetti ambientali, commerciali, economici e sociali previsti.

Se le misure adottate sono inefficaci e tale paese continua ad essere considerato un paese che autorizza una pesca non sostenibile, possono essere adottate ulteriori misure. Ma quando il paese che autorizza una pesca non sostenibile ha adottato le misure necessarie per il suo contributo alla conservazione dello stock comune le misure adottate nei confronti di un paese cessano di applicarsi. (Fonte: Greenrepot.it)