DOP, IGP, STG

DOP, IGP, STG

La nostra storica e riconosciuta attenzione al “Made in Italy” e al mercato europeo è confermata dai quasi 60 prodotti DOP, IGP, STG che controlliamo.


VIDEO "CSQA E I PRODOTTI TIPICI DOP IGP STG"

 
I marchi DOP, IGP, STG nascono dalle normative comunitarie (Regolamento (CEE) n. 2081/92, oggi Reg UE n. 1151/2012), e presuppongono l’adesione dei produttori a modelli validi in tutta l’Unione Europea.
 
La legislazione europea intende così proteggere le produzioni tradizionali e valorizzare le specificità dei prodotti agroalimentari, con il fine di caratterizzare la relazione prodotto-territorio.
 
Le Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche protette sono infatti un potente strumento di valorizzazione non solo dei prodotti ma anche dei territori a essi collegati.
 
Il sistema complessivo dello schema di certificazione DOP-IGP è composto da:
  • autocontrollo dei produttori lungo tutta la filiera,
  • controlli indipendenti da parte di un ente terzo, quale CSQA.

Ciò risponde al primo obiettivo del sistema che è assicurare il consumatore che le attese sul «valore » del prodotto rispondono effettivamente a quanto dichiarato in termini di:
  • provenienza,
  • metodologia di ottenimento
  • caratteristiche specifiche di tipicità.
 
Un secondo obiettivo dello schema di certificazione è quello delle garanzie offerte ai produttori: questi infatti sono inseriti in un sistema di controllo che prevede condizioni di produzione e di competizione omogenee, grazie anche all’applicazione di modelli e di procedure di controllo trasparenti, preventivamente convalidati per adeguatezza.
 
L’Italia ha il primato per il numero di DOP e IGP registrate, superando il 20% del totale dell’Unione Europea.

Aderiscono a queste denominazioni oltre 70.000 aziende agricole e quasi 6000 aziende di trasformazione.
Il 25% di questi prodotti è destinato all’export.
 
Un settore quindi strategico, in grado di trascinare l’immagine di tutta la produzione agroalimentare italiana.

La sfida di CSQA è sempre stata proprio quella di certificare le qualità italiane dell’agroalimentare per inserirle nei circuiti internazionali.

Una vocazione duplice: all’estero -il globale dell’agroindustria-,  e  al territorio -il locale che si qualifica e si apre ai mercati.