Prodotto e Tracciabilità alimentare

Prodotto e Tracciabilità alimentare

La certificazione volontaria di prodotto nasce dall’esigenza del marketing moderno di posizionare, valorizzare, differenziare il prodotto agroalimentare che possiede caratteristiche particolari (come ad esempio la certificazione "Senza Glutine"), non previste dalla normativa vigente, che possono essere comunicate al consumatore o che possono essere richieste dalla GDO.

Può trattarsi di una certificazione business-to-consumer, che viene comunicata direttamente nell’etichetta del prodotto finito, oppure una certificazione business-to-business (B2B), relativa principalmente a standard privati.
 
Nella certificazione B2C la certificazione rappresenta uno strumento utile per dare evidenza al mercato (clienti, consumatori, opinione pubblica in genere) che i prodotti rispettano i requisiti dichiarati.
 
La scelta dei requisiti diventa strategica per il successo del prodotto e della certificazione in quanto il prodotto assume una connotazione, una riconoscibilità in funzione di ciò che viene comunicato.

Le certificazioni B2B sono invece finalizzate ad agevolare gli scambi commerciali tra operatori di settore (come BRC-GSFS, IFS, GlobalG.A.P., QS).

L’obiettivo è di fornire garanzie agli acquirenti, utilizzando le norme certificabili come base di un linguaggio comune su cui fondare le relazioni commerciali.

Elemento presente in modo trasversale all’interno delle norme di prodotto è la tracciabilità del prodotto alimentare e dei suoi ingredienti, che ha anche una norma di riferimento specifica, la ISO 22005, dedicata ai sistemi di rintracciabilità sia di filiera, sia intra-aziendale.  

La certificazione di filiera parte dal presupposto che esistano aziende unite da legami contrattuali che vanno a formare una sorta di azienda allargata (filiera), e che esista un coordinatore/ capofiliera, con il compito di gestire l’ottenimento del bene, in grado di assumersi la responsabilità della conformità del prodotto finito (ne è un esempio, il DTP 035 - Filiera controllata).

La gestione della filiera permette l’integrazione del comparto agricolo all’interno di sistemi qualità di filiera agroalimentare, dove produttore e trasformatore sono coinvolti nello stesso modo.