Sostenibilità nel Food

Sostenibilità nel Food

I requisiti di sostenibilità oggi sono sempre più presenti sia nei capitolati di fornitura della GDO, che negli standard aziendali.

Inoltre anche gli enti normatori, le associazioni professionali e gli organismi di certificazione stanno sviluppando vere e proprie norme volontarie sulla produzione sostenibile.

Con il Vertice di Copenhagen e il Trattato di Amsterdam del 1997, l’Unione Europea ha presentato il “modello dei tre pilastri della sostenibilità”, declinandoli in economico, ambientale e sociale.

Ad oggi, tuttavia, non esiste un unico standard certificabile che abbia come oggetto la sostenibilità a 360° (ambientale, etica ed economica).

Esistono quindi diversi standard volontari (es. ISO 14001, BS OHSAS 18001, SA 8000, ISO 50001, Waterfootprint, EPD, Valore condiviso, ecc.) che affrontano alcuni elementi di sostenibilità e testimoniano lo sforzo dell’azienda verso questa direzione.

Le aziende che si avvicinano alla sostenibilità individuano un nuovo modo di essere competitive, per differenziarsi dalle aziende concorrenti e per comunicare le attività intraprese.

In questa visione, la sostenibilità rappresenta un’ottima opportunità per le imprese, non un vincolo, soprattutto considerando che i temi della sostenibilità e della responsabilità sociale sono comunicabili nell’etichetta del prodotto e quindi rappresentano anche uno strumento di marketing.

In particolare, i claims legati alla sostenibilità di tipo ambientale sono in significativo aumento.

Per evitari abusi sono state istituite delle autorità deputate a verificare la correttezza della comunicazione e della pubblicità (AGCM) e alcuni istituti di autodisciplina (es: IAP), che cercano di limitare il fenomeno del greenwashing  (green = verde + whitewash = copertura parziale).

Alcune linee guida chiariscono come una comunicazione ambientale “robusta” richieda l’adozione di metodologie riconosciute in fase di studio e l’utilizzo di standard verificabili in fase di comunicazione, sia essa a livello aziendale o di prodotto, e soprattutto nei casi in cui si facciano affermazioni di tipo prestazionale.

In questo contesto il ruolo delle “norme tecniche” (ISO – internazionali, EN – europee, UNI – nazionali) è molto importante quale strumento consensuale, trasparente e volontario, diretto a definire le caratteristiche di un prodotto o di un processo secondo lo stato dell'arte.