Bioenergia dalle foreste

21/10/2013

Il 18 ottobre si è svolta a Roma la Conferenza nazionale Quanta energia possiamo sottrarre dalle foreste senza ferirle? Il caso del Lazio, organizzata dall'ISPRA presso la Regione Lazio per presentare irisultati del progetto UE Proforbiomed, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) della Commissione Europea nell'ambito del programma MED Improving of the energy efficiency and promotion of renewable energy sources.

Proforbiomed intende promuovere l'uso della biomassa come fonte rinnovabile di energia, attraverso lo sviluppo di una strategia integrata di uso sostenibile della biomassa forestale nell'area mediterranea: elementi chiave di questa strategia sono il recupero e la valorizzazione del potenziale di biomassa forestale inutilizzato e il coinvolgimento di quanti operano nelle diverse fasi della filiera, dalla gestione forestale all'uso finale dell'energia.

Le foreste, insomma, sono un patrimonio sotto molteplici punti di vista, se correttamente tutelate e "utilizzate". D'altra parte, i dati sullo stato delle foreste nel nostro Paese sembrano incoraggianti: la superficie forestale continua ad aumentare e ha superato i 10,5 milioni di ettari e il 34,7% della superficie nazionale è coperta da boschi, una percentuale paragonabile a quelle di altri Paesi dell'Europa centro-settentrionale.
 
Questa trasformazione è legata sia a interventi attivi di creazione di nuovi boschi, sia - nella maggior parte dei casi - aprocessi naturali di espansione del bosco su coltivi e pascoli abbandonatiin zone di collina e montagna. Anche nel Lazio il bosco è in lenta ma continua espansione e ha superato quota 600 mila ettari, corrispondenti al 35,2% del territorio regionale, un dato superiore alla media nazionale.

Per quanto riguarda lo sfruttamento delle foreste a scopo energetico, l'Italia è il Paese UE con il minor rapporto tra legna prelevata e legna prodotta: secondo le stime, dalle foreste nazionali (dal taglio di legna dei boschi cedui, dalla raccolta dei residui della cura e dei tagli delle fustaie, dal taglio di legna e dai filari), si possono ottenere 3 milioni di tonnellate di petrolio (TEP) equivalenti all'annosenza ferire le foreste e mantenendo le necessarie misura di salvaguardia e protezione della biodiversità. Questa quantità corrisponde all'1,6 percento circa dei consumi energetici nazionali (che nel 2012 si sono attestati intorno a 178 milioni di TEP equivalenti, in lieve calo rispetto al 2011 per effetto della crisi economica).

Le foreste del Lazio possono produrre quasi 220 mila TEP, l'1,8 percento del consumo regionale di energia. Lo studio ISPRA ha stimato anche che nella regione sono stati realizzati appena 80 ettari di piantagioni forestali di robinia, eucalipti e salici per produrre legna per energia mentre, in linea teorica, sarebbero potenzialmente disponibili circa 640 mila ettari di aree agricole e pascoli abbandonati e degradati utilizzabili per questo genere di piantagioni. Nell'ipotesi concreta - sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico - di realizzare 10 mila ettari di nuove colture forestali a ciclo breve, si potrebbero produrre 85 mila tonnellate di legna, in grado di alimentare 4 centrali da 1 megawatt. (Fonte: Lisa Vagnozzi, Greenbiz.it)