Foreste: la gestione cambia col tempo

31/08/2012

Quando si presenta la necessità di elaborare una strategia di gestione delle foreste sono numerosi i fattori che vengono presi in considerazione.

Si passa dalla necessità della rotazione delle specie arboree al calcolo del diradamento e del rimboschimento delle aree.

Grazie ad un nuovo studio finanziato dall’Ue e redatto da ricercatori finlandesi pare ovvio però che a causa delle incerte dinamiche di crescita economica rese meno prevedibili rispetto al passato dalla crisi e in conseguenza agli effetti spesso negativi del cambiamento climatico questi metodi classici appaiono alquanto inefficaci.

I ricercatori finlandesi che hanno completato lo studio ritengono infatti necessario ridimensionare le strategie a seconda delle nuove situazioni climatiche:

  • le incertezze climatiche,
  • la crescita non omogenea degli alberi
  • il prezzo variabile del legname.
Analizzando un appezzamento a presenza mista di pino silvestre, abete rosso e betulla nella zona nord della foresta boreale gli studiosi hanno potuto elaborare degli standard di crescita e i relativi anni di taglio che permettono di redigere schemi di gestione più precisi.

Prevedendo l’andamento della crescita delle foreste e pianificando il taglio del legname sarà quindi più semplice e redditizio gestire le foreste senza danneggiarne gli equilibri. 

Lo studio, sostenuto da MOTIVE (“Models for Adaptive forest Management”), ha ricevuto circa 7 milioni di euro di finanziamento nell’ambito del Tema Ambiente del Settimo programma quadro dell’UE (7 ° PQ). (Fonte: Rinnovabili.it)