UNI 10891 Istituti di vigilanza privata


CONTESTO LEGISLATIVO COGENTE


Il Decreto n 269/2010, il DM 115/2014 ed il Disciplinare del Capo della Polizia 2015 hanno sancito l’obbligo di certificazione da parte di un Organismo di Certificazione Accreditato:
  • ai sensi delle norme UNI 10891 per gli istituti di vigilanza
  • ai sensi della norma UNI CEI EN 50518 (che sostituisce la UNI 11068), per coloro che hanno anche dei centri di monitoraggio e di ricezione di allarme, riconoscendo un lasso di tempo di 36 mesi per l’adeguamento alla nuova normativa.
I Decreti obbligano la consegna, alla Prefettura di competente, del certificato di conformità dei servizi forniti ai parametri fissati e alle norme UNI, CEI ed EN.


VANTAGGI


  • La norma UNI 10891 è integrabile con il sistema di gestione ISO 9001, ciò apporta un valore aggiunto specifico per il coordinamento e la gestione delle emergenze, per la predisposizione ed aggiornamento delle disposizioni di servizio, per la tenuta sotto controllo delle informazioni e anomalie di servizio e di tutte le apparecchiature di monitoraggio e misurazione.
  • Audit combinato a norma UNI EN ISO 9001 + UNI 10891 / UNI CEI EN 50518 ottimizza tempi e costi.
  • Dimostra rispetto di un requisito di legge cogente che se disatteso porta alla sospensione o al ritiro della licenza.
  • Aumenta la fiducia del proprio cliente grazie al controllo da parte di un ente terzo indipendente.
  • Migliora la reputazione dell’azienda.
  • Crea un vantaggio competitivo nella partecipazione a gare d’appalto pubbliche o nelle trattative private.


A CHI SI RIVOLGONO LE NORME


UNI 10891 ISTITUTI VIGILANZA PRIVATI

Istituti di Vigilanza privata, di qualsiasi natura giuridica, che organizzano ed erogano servizi di vigilanza e custodia conformi ai requisiti richiesti della legislazione vigente.

Definisce i requisiti minimi dei servizi erogati da Istituti di Vigilanza privata, fornendo indicazioni per l’erogazione di ogni singolo servizio.

La norma si applica ai seguenti servizi:
  • Vigilanza Ispettiva
  • Vigilanza fissa
  • Vigilanza Antirapina
  • Vigilanza Antitaccheggio
  • Telesorveglianza
  • Intervento
  • Custodia Valori
  • Scorta Valori
  • Trasporto Valori
  • Trattamento denaro e beni assimilabili
La norma difinisce gli aspetti operativi su:
  • le modalità di esecuzione
  • le dotazioni tecniche
  • le modalità del controllo del servizio
  • rapporti con i clienti
  • gestione delle risorse umane
  • la sicurezza sul lavoro.
È complementare e integrabile con il sistema di Gestione della Qualità UNI EN ISO 9001:2008.
Prevede la presenza nella struttura di almeno una funzione di responsabilità in possesso del profilo di professionista della security previsto dalla UNI 10459 (Security Manager).


UNI CEI EN 50518 CENTRI MONITORAGGIO E RECEZIONE ALLARME

Istituti che dispongono di uno o più centri di monitoraggio e di ricezione di allarme.
Rientrano in tale obbligo gli Istituti di Vigilanza autorizzati come AMBITO 4 (territorio ultra provinciale, con popolazione oltre i 3 milioni di abitanti e sino a 15 milioni di abitanti) e AMBITO 5 (territorio ultra provinciale, con popolazione oltre i 15 milioni di abitanti).
Sostituisce la norma Italiana UNI 11068.

È suddivisa in 3 sotto norme:
  1. Requisiti per il posizionamento e la costruzione, si tratta dei requisiti minimi per la progettazione, costruzione degli edifici dove vengono monitorati ed analizzati i segnali generati da uno o più sistemi di allarme intrusione e rapina come parte integrante di un più ampio processo di gestione della sicurezza. I requisiti si applicano sia a siti remoti che specifici.
  2. Prescrizioni tecniche, questa parte specifica i requisiti tecnici dei centri di monitoraggio e di ricezione allarme in termini di prestazioni, comunicazione, ricezione dei segnali, verifiche, registrazione dei dati e disponibilità e ne definisce i criteri di verifica.
  3. Procedure e requisiti per il funzionamento, questa parte specifica i requisiti e le procedure per la gestione operativa dei centri di monitoraggio e di ricezione allarme.


PERCHÉ SCEGLIERE CSQA

  • CSQA CERTIFICAZIONI offre un servizio di certificazione in ambito accreditato Accredia attraverso auditor altamente qualificati.
     
  • CSQA è riconosciuto dal Ministero dell’Interno come Organismo di Certificazione indipendente (ODC 22) ai sensi dell’Art. 4 comm. 1 e 2 del DM 115/2014
     
  • Nella nostro organismo troverete un partner affidabile che si contraddistingue per l’impegno profuso nell’ascoltare attivamente il cliente, per comprenderne identità ed obiettivi ed affiancarlo nel percorso verso la qualificazione sul mercato attraverso la valorizzazione delle eccellenze.
     
  • Siamo in grado di effettuare una certificazione integrata con le norme dedicate ai sistemi di gestione della Qualità (ISO 9001), della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (BS OHSAS 18001) e sicurezza dei dati e delle informazioni (ISO 27001).


ITER DI CERTIFICAZIONE

  •  Per ottenere la certificazione, un Istituto dovrà dimostrare di essere conforme a una norma ed alla legislazione vigente (DM 269/2010 + DM 115/2014 + DM 56/2015 + D.C.P. del 24.02.2015).
  • Il DM definisce, in modo puntuale, il criterio per stabilire le giornate di verifica.
  • Per procedere con l’iter di certificazione l’Istituto di Vigilanza deve essere già in possesso della Licenza Prefettizia all’ esercizio delle attività (ex art. 134 del TULPS).
  • L’Istituto deve predisporre un sistema di gestione documentato per rispondere ai requisiti delle due norme e disporre di un professionista della security qualificato/ certificato.
  • Il Ministero ha definito inoltre in modo puntuale le check list di controllo che l’organismo di certificazione è obbligato ad usare. (Disciplinare Capo della Polizia del 24.02.2015).
  • Il processo di certificazione è composto di uno stage 1 di verifica della parte documentale e di alcuni processi generali e di uno stage 2 di verifica puntuale dei processi principali.
  • L’organismo di certificazione deve verificare tutte le sedi e tutte le centrali di telecontrollo nell’arco del triennio di validità della certificazione. Il secondo anno e il terzo anno sono previste delle verifiche di mantenimento e al quarto anno è previsto il rinnovo.
  • L’organismo di certificazione, è obbligato a informare gli Ministero e Prefettura in caso di rilievi negativi.

  1. Invio a CSQA del questionario richiesta preventivo;
  2. Formulazione di un’offerta economica da parte di CSQA (senza impegno);
  3. Stipula di un contratto di certificazione triennale tra CSQA ed Istituto di Vigilanza;
  4. Audit presso l’organizzazione da parte di valutatori esperti di settore – qualificati CSQA;
  5. Delibera da parte del Comitato di Certificazione di CSQA;
  6. Rilascio dei certificati;
  7. Verifiche di sorveglianza annuali allo scopo di accertare e confermare la continua conformità ai requisiti della norma e legislazione cogente.

CLASSI  FUNZIONALI  
  • CLASSE A: attività di vigilanza ( anche con utilizzo di unità cinofile di tipo: ispettiva, fissa, antirapina, antitaccheggio ) Altri servizi regolati da leggi speciali o decreti ministeriali.
  • CLASSE B: ricezione e gestione di segnali provenienti da sistemi di televigilanza e telesorveglianza. Gestione di interventi su allarme
  • CLASSE C: servizi regolati da leggi speciali o decreti ministeriali svolti da personale diverso dalle guardie giurate
  • CLASSE D: servizi di trasporto e scorta valori, incluso prelevamento e caricamento di valori da mezzi  di custodia e distribuzione
  • CLASSE E: servizi di custodia e deposito valori
AMBITI  TERRITORIALI
  • AMBITO 1: in un unico territorio provinciale o parte di esso, con popolazione sino a 300.000 abitanti
  • AMBITO 2: in un unico territorio provinciale o parte di esso, con popolazione superiore a 300.000 abitanti
  • AMBITO 3: in territorio ultraprovinciale, con popolazione sino a 3 milioni di abitanti
  • AMBITO 4: in territorio ultraprovinciale, con popolazione oltre i 3 milioni di abitanti e sino a 15 milioni di abitanti
  • AMBITO 5: in territorio ultraprovinciale, con popolazione oltre i 15 milioni di abitanti
 
 


INFRASTRUTTURE PER LE TELECOMUNICAZIONI LIVELLI DIMENSIONALI
  • TIPOLOGIA A: Centro comunicazioni
  • TIPOLOGIA B: Centrale operativa
  • TIPOLOGIA C: Centrale operativa avanzata  
  • Livello 1: 6<GPG<25
  • Livello 2: 26<GPG<50
  • Livello 3: 51<GPG<100
  • Livello 4: GPG>100









DOCUMENTI DA ESIBIRE IN SEDE DI AUDIT


DOCUMENTO IN VISIONE AGLI ATTI
(Ritiro da parte di CSQA)
 
LICENZA PREFETTIZIA   X
Visura Camerale aggiornata
(massimo 3 mesi precedenti la data dell’audit in oggetto)
  X
ORGANIGRAMMA   X
Dichiarazione sostitutiva (DPR 445/2000)
con richiamo all’Organigramma
  X
Dichiarazione sostitutiva (DPR 445/2000) per verifica titolare licenza e altri soggetti con poteri di rappresentanza, ciascun componente il CdA/soci accomandatari, ciascun institore - negli ultimi 5 anni - non siano stati coinvolti in fallimenti o amministrazione controllata alla data della domanda di certificazione; no piani di emersione; no gravi infrazioni;     X
PER LE PERSONE E IMPRESA- l’avere la capacità di obbligarsi richiesta dalla legge (art.134 TULPS) ed in particolare non trovarsi in nessuna condizione ostativa prevista dall’art.38 del D.lgs 163/2006 viene soddisfatto dalla Dichiarazione sostitutiva (DPR 445/2000)   X
Dichiarazione ai sensi del DPR 445 per non avere commesso gravi infrazioni, debitamente accertate, alle norme in materia di sicurezza e di ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro + DVR e le relative nomine   X
DURC (documento unico di regolarità contributiva)
in data non antecedente i tre mesi la data dell’audit
  X
Certificato dell’ente bilaterale attestante l’applicazione integrale del CCNL
Oppure
dichiarazione asseverata del professionista incaricato delle comunicazioni obbligatorie
  X
Anagrafe tributaria della Società  (eventuali infrazioni dovranno essere trasmesse alla prefettura competente ma non interrompono l’iter di certificazione)   X
Casellario dell’anagrafe di sanzioni amministrative dipendenti da reato – D.lgs 231 - (certificati ai sensi dell’art 31 e 33 DPR 14/11/2002 N.313)   X
Progetto Organizzativo Tecnico-operativo
istanza di autorizzazione al Prefetto (verificare le diverse modalità con riferimento al DPR 153 del 2008 de ll’art.257bis)
 
X  
Regolamento Unico dell’Istituto Approvato X  
Dichiarazione di conformità degli impianti
(rif.  D.M.22.01.08 n. 37)
X  
Documentazione rilasciata dall’Ispettorato Territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico per il centro di comunicazione/centrale operativa
Oppure
Lettera di richiesta di intervento/sopralluogo al MISE
  X
CAUZIONE:
  • Polizza fideiussoria a garanzia dell’esercizio di attività
  • il Titolo di deposito di cauzione
  • la Ricevuta di deposito infruttifera all’Erario
  • Fideiussoria bancaria
X  
Polizza Assicurativa
RCC
RCT
X  
Tariffario Vidimato
(con timbro della Prefettura)
X  
Certificato del Professionista della security aziendale (UNI 10459)  se DIM4 e TERR 4 e 5 X  

 



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Richiedi il questionario per la richiesta di preventivo
o il regolamento di certificazione per le norme UNI 10891e UNI CEI EN 50518 scrivendo a
commerciale@csqa.it


Per maggiori informazioni sul sito della Polizia di Stato www.poliziadistato.it
è presente una specifica sezione relativa alla certificazione di qualità per gli Istituti
di Vigilanza contenente norme e circolari pertinenti all’argomento.