Vigilanza privata, obbligo di certificazione

10/09/2014

A partire dal 3 settembre 2014 i 900 istituti di vigilanza privata attivi in Italia dovranno sottoporre i propri impianti, servizi e professionisti alla valutazione da parte di un organismo di certificazione indipendente.

Il 3 settembre entra infatti in vigore il D.M. n. 115 del 4 giugno 2014 che indica le caratteristiche e i requisiti che devono possedere gli organismi chiamati a valutare la conformità alle norme delle aziende autorizzate a svolgere attività di vigilanza privata.

Lo comunica l'ASSIV, l'associazione delle imprese di vigilanza e servizi fiduciari aderente a Confindustria, che considera l'entrata in vigore del decreto sulla certificazione «un ulteriore passo avanti verso il riconoscimento della professionalità delle aziende del settore della vigilanza privata, sempre più spesso chiamate a compiti di sussidiarietà nel campo della sicurezza pubblica».

Gli istituti di vigilanza dovranno, entro i prossimi 12 mesi, sottoporsi a audit interno da parte di un organismo accreditato, e produrre poi al Prefetto competente la documentazione che certifichi la conformità dei servizi forniti ai parametri fissati dal decreto ministeriale n. 269/2010 e dalle norme Uni/Iso, relative tra l'altro alla qualità dei servizi di vigilanza, telesorveglianza, custodia e scorta valori e alla competenza dei professionisti di security impiegati.

Le modalità con cui gli organismi dovranno valutare la conformità degli istituti di vigilanza saranno stabilite con un successivo decreto del Capo della Polizia, in attesa del quale ogni organismo potrà usare propri strumenti di valutazione purché in linea con le norme che regolano la materia.

La certificazione avrà durata triennale e prevede una verifica iniziale, una prima sorveglianza entro i 12 mesi successivi, una seconda sorveglianza entro 24 mesi e una verifica di rinnovo della certificazione prima della scadenza. (Fonte: italia.diariodelweb.it)

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