Il sistema di gestione integrato di Alambicco


La Cooperativa Sociale ALAMBICCO nasce dall’associazione di famiglie ANFFAS di Conselve. Gestisce 3 Centri Diurni che accolgono, nel complesso, circa 75 persone con disabilità intellettiva e relazionale, orientando gli interventi sia sul versante socio-riabilitativo per giovani ed adulti non autosufficienti, sia su quello occupazionale per persone con parziali capacità e autonomie
La Cooperativa Alambicco è stata certificata da CSQA per le norme ISO 9001, UNI 11010 e BS OHSAS 18001.

Abbiamo chiesto a Glenda  Trombini, responsabile settore sviluppo  della Cooperativa Sociale ALAMBICCO, di raccontarci la loro esperienza.


Quale motivazione vi ha spinto a certificarvi?


La prima certificazione ISO 9001 è stata rilasciata alla Soc. Coop. Sociale Alambicco nel 2003.
L’esigenza di adottare un modello di gestione in grado di rispondere ai criteri di Qualità dei Servizi, Soddisfazione del Cliente e Miglioramento Continuo, nasceva sostanzialmente dalla necessità di prepararsi in maniera adeguata (anche attraverso la sorveglianza di parte terza-Ente di Certificazione) alle richieste introdotte dalla Regione del Veneto con la  LR22/2002 circa gli standard di  Autorizzazione e Accreditamento delle Strutture Sanitarie, Socio-Sanitarie e Sociali.

Il Sistema di Gestione implementato nel 2003 ha preparato le basi per una estensione della certificazione anche agli aspetti relativi alla Salute e Sicurezza sul Lavoro secondo il BS OHSAS 18001/2007, scegliendo un modello di Gestione Integrata per la Qualità e la SSL (certificato nel 2009 da CSQA).

Quale valore aggiunto avete riscontrato nella UNI 11010?


Il concetto di qualità, nell’ambito dei servizi socio-assistenziali alla persona (e alla persona con disabilità in particolare), si sta evolvendo sempre più. Essa infatti non dipende più solo dalla qualità delle prestazioni del personale, che devono rispondere in maniera sempre più puntuale ai bisogni individuali delle persone con disabilità; ma oggi dipende anche dalla qualità organizzativa.

E’ fondamentale, cioè, per le organizzazioni che operano nel settore socio-assistenziale avere come riferimento un modello organizzativo di programmazione, di previsione, di ascolto e di coinvolgimento dell’utente (o della famiglia che lo rappresenta).

La Norma UNI 11010 ha rappresentato per noi un “modello di cura” basato sulla centralità dell’Utente e con un approccio per processi secondo una prospettiva di valutazione multidimensionale e secondo una logica di lavoro non più per compiti, ma per obiettivi orientati ai risultati:

1. promozione della qualità della vita della persona con disabilità;
2. promozione della socializzazione;
3. promozione della salute psico-fisica dell’utente.
 
Inoltre l’evoluzione dei servizi socio-sanitari e delle politiche rivolte alle persone con disabilità focalizza sempre di più l’attenzione sugli aspetti  dell’inclusione sociale e quindi, come indicato dalla UNI 11010/2002, sull’ importanza di:
a) incoraggiare la partecipazione alla vita della comunità sociale;
b) partecipare ad attività di confronto e programmazione territoriale.
 

Quali i benefici avete riscontrato in questo percorso?


L’adozione di un modello di gestione “certificato” ha permesso di guardare all’organizzazione con prospettiva critica, garantendo una maggiore chiarezza nella strutturazione dei processi e nella attribuzione delle relative responsabilità. Per ciascun processo/attività sono definiti specifici obiettivi di risultato ed indicatori di performance, periodicamente monitorati.
Questo ha generato un incremento di professionalità in tutti coloro che sono parte attiva dei processi individuati, ma anche un maggior controllo da parte dell’organizzazione circa l’efficacia delle azioni promosse/intraprese.

Avete potuto sfruttare delle analogia con requisiti di accreditamento?


La documentazione implementata per il Sistema di Gestione permette di rispondere in maniera completa ai requisiti richiesti dall’Accreditamento Istituzionale (in particolare il rispetto di conformità alla norma ISO 9001/2008).
Il monitoraggio puntuale sia degli aspetti cogenti previsti dal DLgs 81/2008 in materia di SSL che delle azioni di miglioramento continuo che il BS OHSAS 18001/2007 prevede, inoltre, permette di garantire il rispetto degli standard di adeguatezza per il rilascio della Autorizzazione all’Esercizio.

Come siete riusciti a finanziare le spese della certificazione e quali sono stati i costi in termini di impiego di risorse interne?


I costi di certificazione sono stati sostenuti da Alambicco Soc. Coop. Sociale.
E’ stato possibile finanziare, attraverso FSE, azioni formative di condivisione delle linee metodologiche e strategiche del Sistema di Gestione implementato.
Per quanto riguarda il modello di gestione per la SSL è stato possibile, invece, partecipare - ottenendo un contributo - al Bando della Regione Veneto DDR 36 del 24 febbraio 2010 in tema di certificazioni etico-sociali.
 
Per quanto riguarda le risorse interne, la supervisione e la necessaria “manutenzione” al Sistema di Gestione ha richiesto l’individuazione di una figura “dedicata” al monitoraggio dei processi e al dialogo con i diversi responsabili.
Ai responsabili di attività e processo è stato organizzato un orario settimanale tale da permettere loro di gestire con sistematicità la propria attività, creando le opportune evidenze al fine di consentire la tracciabilità di scelte, azioni, migliorie apportate ma anche metodologie di lavoro scarsamente efficaci o efficienti e, pertanto, da ripensare.