Istat, come cambia il Paese

23/07/2013

I risultati del Censimento su "Industria e servizi, istituzioni pubbliche e non profit” ritraggono un’Italia in cambiamento, frutto della crisi che ha investito gran parte dell'Europa.

Così, se da una parte diminuisce l'occupazione dipendente, dall'altra aumenta il numero degli addetti nelle organizzazioni senza fini di lucroIl settore delle imprese subisce trasformazioni, il non profit si diversifica e la Pubblica amministrazione si snellisce.

E’ l’effetto della crisi e della globalizzazione che dal 2001 al 2011 ha inciso sulla quasi totalità dei settori chiave della nostra economia. A dimostrare questa evoluzione è la diminuzione del numero delle istituzioni pubbliche – legata a una serie di interventi normativi e processi di razionalizzazione – rilevata dall’Istituto di statistica: in dieci anni sono diminuite del 21,8%, arrivando a essere 12.183 nel 2011. Un calo registrato anche a livello di addetti: sempre nello stesso anno i lavoratori attivi della Pa sono stati poco più di 2,8 milioni, 116mila quelli esterni, 11mila i temporanei, 69mila i volontari impegnati nelle amministrazioni pubbliche. 

Contrazione degli enti locali
Sono i Comuni e le Regioni ad aver subito i maggiori tagli a livello di addetti: -10,6%, i primi e -8,6% le seconde. La diminuzione del personale dipendente (-24,8%) riguarda anche altre istituzioni pubbliche (Camere di commercio, ordini e collegi professionali, università ed enti di ricerca) e gli Organi costituzionali, con una contrazione del 14,2%. Coinvolte anche le amministrazioni dello Stato: ministeri, agenzie dello Stato, Presidenza del consiglio. 

Cultura, sport e assistenza sociale: il non profit va alla grande
Sono contrassegnate da un segno positivo, invece, le imprese non profit e alcune istituzioni quali Province, comunità montane e isolane e le Unioni di comuni, che hanno incrementato nel decennio i dipendenti, in coerenza con l’aumento della loro presenza sul territorio. Nel 2011 le organizzazioni non profit attive in Italia sono state 301.191, con un aumento del 28% rispetto al 2001, arrivando a giocare un ruolo significativo specialmente nel tessuto produttivo italiano, coprendo il 6,4% delle unità economiche attive: dalla cultura allo sport, all'assistenza sociale.

Ed emerge l’effetto “sostituzione”
Variazioni importanti sono state registrate anche tra un settore e l’altro in termini di occupazione e unità economiche, a dimostrazione di un sistema che resta caratterizzato da un notevole dinamismo interno. Se, da una parte, infatti, diminuisce l'occupazione dipendente nell’istruzione e nella sanità e assistenza sociale pubblica (rispettivamente del 10,3% e dell’8,6%), dall'altra – in una sorta di effetto “sostituzione” – si registra un aumento contestuale nelle stesse attività economiche del numero degli addetti nel non profit (+78mila nell'istruzione, +123mila nella sanità e assistenza sociale) e nelle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila). Una conferma del progressivo ampliamento dei servizi di mercato chiaramente misurato dal Censimento. (Fonte. inail.it)