Le cooperative a Expo Idee

24/02/2015

«Venti eventi che si svolgeranno in un ciclo di appuntamenti, le “Settimane da protagonista”, una per ciascuna delle nove filiere cooperative (agroalimentare, abitazione, credito, sociale, sanità, lavoro, consumo, pesca, cultura e turismo).

Obiettivo comunicare la distintività dell’impresa cooperativa e ribadirne le caratteristiche uniche: l’importanza del territorio e il pluralismo delle forme d’impresa, la capacità delle persone e dei cittadini di autorganizzarsi per rispondere ai propri bisogni e a quelli della collettività».

Lo dice Giorgio Mercuri, presidente di Fedagri Confcooperative e dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari intervenendo per Confcooperative all’Hangar Bicocca nel corso di “Le idee di Expo: la carta di Milano” dove annuncia che Confcooperative «prenderà parte a Expo 2015, come official sponsor di Cascina Triulza, il Padiglione della Società Civile». Confcooperative, tra l’altro, è fondatore di Fondazione Triulza.

«L’attenzione alla persona e al territorio – continua Mercuri – sono il paradigma di uno sviluppo sostenibile che vogliamo rappresentare al meglio nel corso di Expo 2015, con un ruolo da protagonista, dentro Cascina Triulza, che esprime i valori legati a doppio filo all’impresa cooperativa: la cura e l’affermazione dei beni comuni; l’inclusione sociale e la solidarietà, in particolare, verso le fasce più deboli della società».

«In un mondo che procede a velocità sempre più sostenuta sulla strada dell’omologazione rimarchiamo che la cooperativa non delocalizza, nasce sul territorio che la esprime per rispondere ai suoi bisogni. Tutti gli eventi che terremo a Cascina Triulza, con le nove filiere della cooperazione – aggiunge Mercuri – hanno come obiettivo quello di dare visibilità alla cooperativa quale impresa di persone prima che di capitali. Un’impresa che come sentinella del territorio interpreta e risponde da un lato alle esigenze della società e dall’altro al bisogno del singolo di trovare lavoro, reddito e occupazione».

«Il nuovo modello di sviluppo che Cascina Triulza vuole lasciare come vera eredità di Expo Milano 2015 è basato proprio sulla collaborazione fra Società Civile, mondo delle imprese e Istituzioni – commenta Massimo Minelli, Consigliere di Fondazione Triulza – Di questo modello i territori sono spesso un esempio virtuoso nel nostro Paese, grazie anche al sistema cooperativo, ed è per questo che vogliamo valorizzarli e farne i veri protagonisti a Cascina Triulza, dove essi potranno presentarsi a tutto tondo, con iniziative che li facciano conoscere  al pubblico internazionale di Expo ma anche con i loro prodotti».

«Anche in questi ultimi anni di crisi, la cooperazione, a livello mondiale, ha dimostrato una maggiore tenuta, tanto che l’ONU le ha dedicato il 2012 per il ruolo di resistenza alla crisi. Le cooperative – conclude Mercuri – lo hanno fatto in diversi modi: nell’agroalimentare, per esempio, permette al singolo socio produttore della cooperativa di arrivare su mercati dove singolarmente non sarebbe in grado di arrivare; protegge l’occupazione; porta i servizi di welfare laddove lo Stato non arriva, anzi arretra; prova a rispondere al bisogno di credito di famiglie e pmi; promuove i workers buyout, il salvataggio delle imprese in default, con gli ex lavoratori che diventano imprenditori di se stessi e rilevano l’impresa; favorisce la nascita di start up giovanili e di cooperative tra professionisti. In questo modo le cooperative svolgono un ruolo sociale prima che economico».

Alcuni dei numeri principali

La cooperazione agroalimentare con 34 miliardi di euro di fatturato rappresenta il 25% del valore della produzione italiana.

La cooperazione socio – sanitaria eroga servizi di welfare a oltre 7 milioni di famiglie in termini di servizi agli anziani, ai minori, ai disabili, di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, di riorganizzazione dell’assistenza primaria sul territorio.

La cooperazione di credito rappresenta il 14,2% degli sportelli in Italia, con 162,7 miliardi di raccolta e 135,4 di impieghi sul territorio.

In Italia, le cooperative: contribuiscono all’8% del PIL, danno lavoro a 1,3 milioni di persone e realizzano un fatturato di 140 miliardi di euro.

In Europa, le 160mila cooperativeoccupano 5,4 milioni di persone e contano 123 milioni di soci. Attive in tutti i settori: nell’agroalimentare apportano il 50% del valore aggiunto dei 360 miliardi di fatturato complessivo; nel consumo riuniscono 30 milioni di soci consumatori; nel credito le banche cooperative europee hanno quote di mercato superiori al 20%; nel sociale danno lavoro a oltre 1,5 milioni di persone. 

Nel mondo le cooperative contano 1 miliardo di soci e danno lavoro a 250 milioni di persone, il 12% del totale degli occupati dei paesi del G20.

Il fenomeno delle cooperative di comunità
Assolvono a una funzione sociale. La finalità è la tenuta della realtà locale. Il primo luogo in cui sorgono è il bar del paese che ha chiuso. Nascono sull’Appennino Tosco Emiliano per dare risposta a bisogni della collettività in via di spopolamento.
In Trentino in molti paesini con meno di 200 abitanti rappresentano gli unici punti vendita.
Le 77 cooperative elettriche dell’arco alpino danno energia a 300.000 persone dal Friuli Venezia Giulia alla Valle d’Aosta. Va così da un secolo. Un modello dove il cittadino è utente – consumatore e al tempo stesso, socio.
(Fonte: http://www.confcooperative.it/)