Terzo settore, arriva la riforma

13/05/2014

Alzare a 500 milioni, e rendere permanente sin dal 2015, il finanziamento del 5 per mille.
Istituire il Servizio civile universale non obbligatorio, e aprirlo a un massimo di 100mila giovani per una spesa di 600 milioni all’anno. Destinare 500 milioni di finanziamento alle imprese sociali con una particolare attenzione alle start-up giovanili.

Ha preso forma il piano del governo per il Terzo settore (leggi le linee guida), seguendo lo schema già utilizzato per la riforma della pubblica amministrazione: dopo l’annuncio, 30 giorni di consultazione, anche on line. Poi il provvedimento, forse una legge-delega.

5 per mille permanente. Nel 2014 il 5 per mille è stato finanziato per una cifra intorno ai 400 milioni. Il passo avanti dell’esecutivo è stabilizzare il contributo, alzarlo a 500 milioni, riscrivere i criteri d’accesso per privilegiare il "vero" Terzo settore e istituire obblighi più stringenti di rendicontazione.

Servizio civile universale. Quest’anno sono state accolte solo 15mila domande di servizio civile. Si punta ad arrivare a 80mila, quante sono le richieste pervenute, fino a un massimo di 100mila. L’idea – che per qualcuno dovrebbe addirittura finire in Costituzione – è che il servizio civile diventi una possibilità offerta a chiunque voglia usufruirne. L’intenzione è inoltre quella di istituire una programmazione triennale, dato che i progetti annuali hanno mostrato il fiato cortissimo. A cambiare è anche la natura dell’anno di servizio: più formazione, più orientamento verso professionalità da spendere poi nel mercato del lavoro, più esperienze europee e all’estero. Il costo dell’intervento è di 600 milioni di euro, ma si vuole chiamare alla compartecipazione il mondo privato, le fondazioni, gli enti caritatevoli.

Le start-up sociali. È la prima promessa del ministro del Lavoro Giuliano Poletti: istituire un fondo da 500 milioni per finanziare iniziative imprenditoriali nel sociale, includendo anche le start-up giovanili - magari attraverso l’equiparazione a quelle innovative -.

L’intervento regolatorio. È molto attesa dagli operatori la riforma del titolo II del libro I del Codice civile, la cui origine risale addirittura al 1942. Si cerca di dare maggiore chiarezza giuridica ad associazioni, onlus, fondazioni, comitati... E di stabilire norme più stringenti in termini di trasparenza e contabilità, per scoraggiare il "finto" Terzo settore.(Fonte: avvenire.it)