Privacy

04/02/2013

Sembrava un grosso sospiro di sollievo per le imprese quando un anno fa il governo abolì il Dps (Documento programmatico sulla Sicurezza), ignorando che nello stesso tempo la Commissione europea presentava la proposta di Regolamento Europeo sulla Privacy.

Tirando le somme a distanza di un anno esatto, le aziende hanno avuto una vita tutt'altro che semplificata,e in più le attende un traumatico "richiamo alle armi",dato che l'approvazione del testo definitivo sta diventando ormai una "realtà vicina", come ha sottolineato il Garante Europeo Giovanni Buttarelli.
 
E se, come aveva auspicato lo stesso Buttarelli, la Commissione Europea intende far entrare in vigore le nuove regole sulla privacy prima della fine del proprio mandato, ciò significa che probabilmente dal 1° gennaio 2014 vedremo la sostituzione integrale del Dlgs 196/2003 con il nuovo Regolamento Europeo.

Le nuove regole porranno in capo alle aziende adempimenti che richiederanno risorse e competenze specifiche, ad esempio l'obbligo della redazione ed aggiornamento al 31 marzo di ogni anno del documento programmatico sulla sicurezza dei dati personali sarà a quanto pare sostituito nell'obbligo di redazione e conservazione degli "statement", documenti molto simili al compianto Dps.

La gioia quindi, è durata davvero poco, e stavolta non potremo neanche aspettarci condoni e semplificazioni tipicamente italiani, visto che il regolamento ha una un'impronta europeista, e non a caso le lingue ufficiali dei documenti dell'UE sono inglese, francese, e naturalmente tedesco.

In attesa di vedere entro quest'anno l'approvazione del testo definitivo dal parlamento europeo, la cosa peggiore per imprese e addetti ai lavori è stare con le mani in mano, rimandando il problema all'ultimo, pensando che "tanto c'è tempo."

Certo, in questo scenario politico che segnerà un passaggio storico per il mondo della data-protection con un regolamento che sarà contemporaneamente vigente in 27 stati membri,  il governo italiano avrebbe potuto risparmiarsi qualche intervento "frettoloso", che alla fine è risultato di poca convenienza per tutti.

Sul Dps, ad esempio, non avrà sortito nessun effetto positivo concreto abolirlo, se poi si dovrà nostro malgrado redigere in luogo d'esso gli "statement". Il Garante Europeo aggiunto Buttarelli, che da Bruxelles aveva un'idea chiara e più lungimirante dei nostri politici italiani, lo scorso novembre aveva punzecchiato l'Italia affermando che "sarebbe bene non fare altri sbagli" in tal senso.

Per gli addetti ai lavori , è necessario quindi attivarsi per tempo, e sulla scorta della proposta di regolamento, che subirà pochissime variazioni, iniziare sin d'ora una attività di adeguamento al modello europeo delle nuove regole, in modo che quando a breve vedremo il testo definitivo, gli aggiustamenti da fare saranno relativamente pochi, evitandoci attacchi di panico. (Fonte: Federprivacy.it)