Cybercrime: dal Parlamento UE pene più severe

10/07/2013

Pene più severe per i criminali informatici. Il Parlamento Europeo ha approvato la nuova direttiva comunitaria a favore di misure più severe per le diverse tipologie di reato informatico a partire dalle più comuni incursioni hacker ai più violenti cyber attacchi ai danni delle infrastrutture dei singoli stati membri. 

La proposta della Direttiva, nata con lo scopo di facilitare la prevenzione e rafforzare la cooperazione tra le forze di polizia e le autorità giudiziarie, fissa il limite massimo di otto ore alle richieste urgenti d’aiuto. Sul fronte delle pene sono previsti periodi di reclusione non inferiori a due anni per reati di "accesso illecito o interferenza illecita a sistemi di informazione, interferenza illecita a dati, intercettazione illecita di comunicazioni o produzione e vendita intenzionale di strumenti usati per perpetrare tali reati".

Tre sono invece gli anni di reclusione per l’utilizzo delle Botnet, come vengono definite gli eserciti di computer zombie controllate da remoto ad insaputa degli utenti e cinque anni per gli attacchi a infrastrutture critiche, quali centrali elettriche, reti di trasporto o  siti istituzionali.

Si tratta di un “passo importante per la difesa dell’Europa dagli attacchi informatici” ha dichiarato in una nota Cecilia Malmström, Commissario Ue per gli Affari Interni. Grazie alle nuove norme ha "gli autori di attacchi sofisticati e i produttori di software maligni potranno essere perseguiti e dovranno fare i conti con sanzioni penali più pesanti"."La nuova Direttiva - ha infine affermato - rafforza la nostra risposta globale alla criminalità informatica e contribuisce a migliorare la sicurezza dei nostri cittadini". (Fonte: consulentelegaleinformatico.it)