Ecommerce: 3 siti europei su 4 non sono a norma Ue

19/12/2012

La Commissione europea ha pubblicato i risultati di un'indagine condotta su scala Ue riguardante i siti Web che vendono giochi, libri, video e musica che possono essere scaricati su un computer o su un apparecchio mobile. 
Dai controlli emerge che più del 75% di questi siti Web non risulta a norma per quanto concerne le regole a tutela dei consumatori

Le autorità nazionali di 26 Stati membri più Norvegia e Islanda hanno controllato 333 siti Web, tra cui 159 che vendono giochi online. 
Hanno selezionato il 76% di tutti i siti web (254 siti) per ulteriori indagini poiché nutrono dubbi quanto alla conformità di questi siti con la normativa Ue a tutela dei consumatori, soprattutto per quanto concerne le regole che disciplinano la pubblicità e le informazioni fondamentali sui costi e le caratteristiche del contenuto digitale che consente ai consumatori di prendere decisioni informate. 
Tra i 55 siti controllati tra quelli che vendono giochi a bambini di meno di 14 anni, il 71% (39) non è risultato conforme alla normativa Ue. 

Dove non si ottempera la norma 
Clausole inique: le clausole contrattuali devono essere formulate in modo chiaro ed essere eque. Un totale di 230 siti web (69%) contiene clausole ritenute inique, come clausole che escludono laresponsabilità del commerciante in caso di danni al computer del consumatore a seguito di un download, clausole che escludono o ostacolano il diritto dei consumatori a cercare riparazione legale o altre forme di riparazione o rendono difficoltoso l'accedervi, clausole che privano i consumatori del diritto di ricevere un nuovo prodotto o di chiedere il rimborso se il prodotto scaricato non funziona. 

Diritto di recesso: a causa della natura dei download il consumatore perde il diritto di recesso dal contratto quando lo scaricamento è iniziato con l'accordo del consumatore (in altri termini, il prodotto scaricato non può essere restituito); i commercianti sono tenuti però a informare i consumatori di questo fatto precedentemente all'acquisto. 
141 siti web (42% dei siti controllati) non fornivano questa informazione.

Mancanza di informazioni sull'identità e l'indirizzo del commerciante: i commercianti sono obbligati a indicare la loro identità, il loro indirizzo geografico e la loro mail sul loro sito web per consentire ai consumatori di contattarli ove necessario. 121 siti web (36%) non indicavano queste informazioni essenziali. 

Oltre a questa indagine a tappeto, la Commissione ha affidato un contratto per la realizzazione di uno studio complementare che ha rivelato carenze in termini di mancanza di informazioni sulle restrizioni geografiche: i consumatori possono non essere in grado di usare il contenuto digitale scaricato in un paese diverso da quello in cui risiedono e i commercianti dovrebbero informarli nel merito. 
Il 73% di tutti i siti Web controllati non fornisce questa informazione. 
Laddove questa informazione è data, è spesso presentata soltanto tra le condizioni generali ed è quindi difficile da reperire. 

Problemi anche con i giochi pubblicizzati come gratuiti, che spesso comportano qualche pagamento in una fase successiva: circa 9 su 10 siti Web non informano gli utilizzatori sin dall'inizio sui costi addizionali o sugli acquisti in corso di gioco per i quali è richiesto un pagamento; anche se questa informazione è spesso menzionata nei termini contrattuali, essa non reca però indicazioni chiare quanto ai prezzi. 

Le autorità nazionali hanno già iniziato a contattare le imprese e a chieder loro di fornire chiarimenti o di rettificare i loro siti web. 
Se così non facessero, si inizierebbe un'azione legale seguita da sanzioni pecuniarie o addirittura dalla chiusura obbligata dei siti web. Le autorità di forza pubblica nazionali riferiranno alla Commissione entro l'autunno 2013. 
La Commissione presenterà una relazione sui risultati. 

QUI si accede al sito web delle indagini a tappeto effettuate.

(Fonte: europarlamento24.eu)