Privacy, ammissioni di Google

29/04/2014

In effetti si sapeva già, ma ora ne abbiamo assoluta conferma: i contenuti dei messaggi che milioni di utenti si scambiano tramite Gmail vengono letti ed analizzati allo scopo di poter inviare pubblicità mirata. 

Eh sì,Google ha reso noto con un comunicato ufficiale i termini d’uso dei propri servizi, e in materia di “privacy” ha ufficialmente dichiarato che “Sistemi automatizzati analizzano i contenuti degli utenti (comprese le mail) per fornire servizi sempre più mirati come risultati di ricerca personalizzati, pubblicità su misura e rilevazione di malware e spam. Questa analisi è condotta quando il contenuto è inviato, ricevuto e conservato”.

In altre parole, siamo spiati. L’occhio del motore di ricerca più famoso al mondo ci legge segretamente per carpire le nostre preferenze, gusti e passioni, al fine di tempestarci di proposte commerciali allettanti attraverso unbombardamento silente di ‘spot pubblicitari’ mirati, studiati ad ‘hoc’ per noi.

 Negli Stati Uniti questo della violazione della privacy è un tema scottante, infatti Google è già stato più volte contestato da un gruppo di utenti senza che però la mobilitazione andasse a buon fine, in quanto circa un mese fa il giudice distrettuale Lucy Koh ha ritenuto di non dover procedere con un’azione legale contro l’azienda. Anche in Italia, alla fine del 2013, il Garante della Privacy ha costretto il colosso americano a pagare ben 1 milione di euro di multa per la raccolta impropria di dati nel processo di mappatura fotografica delle strade, realizzata da Street View. Contemporaneamente, anche in Francia il Garante ha preso provvedimenti in materia di tutela della riservatezza dei dati personali, infliggendo a Google una multa da 150 mila euro per violazione delle linee guida sulla privacy in vigore in Francia.

A fronte di questi ed altri attacchi, l’azienda Google si è sempre difesa ribadendo che la verifica dei contenuti personali degli utenti avviene tramite un software automatizzato che rispetta l’anonimato degli iscritti; del resto, a gardare bene nella ‘documentazione di supporto’ esplicitata nell’account Gmail, questo aspetto del ‘trattamento dati utente’ poteva già esser dedotto senza che fosse Google a dichiararlo ufficialmente, giacché si legge: “Usiamo alcuni dei segnali che consentono di individuare in anticipo i messaggi importanti per te. Ad esempio, se ultimamente hai ricevuto diversi messaggi che riguardano la fotografia o le fotocamere, potresti trovare interessante un annuncio su una particolare offerta di un negozio di articoli fotografici della tua zona”.

E mentre Google e Facebook diventano sempre più simili, si prospettano tempi duri per chi ha segreti scottanti da nascondere e s’illude di poter conservare l’anonimato più assoluto servendosi di strumenti telematici per comunicare. La Rete e la Privacy, un’antitesi insanabile. (Fonte: http://urbanpost.it/)